Cartoons on the Bay 23ª edizione, 11-13 aprile, Torino: intervista a Roberto Genovesi, direttore artistico della manifestazione

Si svolgerà a Torino dall’11 al 13 aprile, presso il Museo del Risorgimento a Palazzo Carignano, la 23ma edizione di Cartoons on the Bay, il Festival Internazionale dell’Animazione Cross-Mediale e della TV dei Ragazzi, promosso da Rai e organizzato da Rai Com e diretto da Roberto Genovesi, che da poco tempo è anche il responsabile dei progetti Speciali di Rai Com.

di Maura Rastelli

Roberto Genovesi
Roberto Genovesi

Licensing Italia, media partner dell’evento, ha intervistato il direttore artistico del Festival Roberto Genovesi, che ha rilasciato alcune anticipazioni in anteprima.

L.I. Quali saranno il format e le novità di questa 23ma edizione?

Roberto Genovesi: Quest’anno ho voluto ripensare la struttura del festival costruendo un programma che marcasse di meno la separazione tra i generi e i linguaggi. Non ci sarà più la giornata dedicata alla crossmedialità perché ormai non esiste più progetto creativo che non sia crossmediale e non ci sarà più lo spazio dedicato esclusivamente all’animazione interattiva poiché questa è stata integralmente assorbita negli scenari professionali dell’animazione. Ho immaginato incontri in cui i protagonisti della creatività di questi mondi possano confrontarsi e dialogare tra loro per poter delineare i parametri di un mercato sempre più complesso e convergente.

L.I. Anche per quest’anno può riconfermare l’impostazione di crossmedialità che ha caratterizzato le più recenti edizioni del Festival?

R.G. Come ho detto prima, ormai è tutto crossmediale. Un business plan di una serie a cartoni animati che non tenga conto degli sviluppi contestuali su altre piattaforme è destinato a fallire e il prodotto che ne deriva perde dall’origine quelle potenzialità che potrebbero renderlo competitivo a livello internazionale. Una delle missioni di Cartoons on the Bay è quella di anticipare gli scenari futuri. Oggi, ciò che per tanti anni abbiamo raccontato come futuro è realtà e la mia attenzione e quella di tutti i collaboratori che da anni mi accompagnano si sta rivolgendo al sempre più crescente fenomeno della transmedialità e della narrazione condivisa in quello che ormai a livello accademico viene definito un ecosistema narrativo.

L.I. Quale il tema principale di quest’anno e quale il Paese ospite?

R.G. Il tema di quest’anno è il fantastico in tutte le sue forme. Vogliamo mostrare come l’animazione sia il linguaggio d’elezione per raccontare gli archetipi della fiaba, del gotico e della fantascienza. Il paese ospite è gli Stati Uniti anche in ragione della celebrazione dei 90 anni dell’icona Topolino e del grande lavoro che Disney e Marvel stanno facendo a livello globale.

L.I. Cosa rappresenta oggi CotB nel panorama dell’animazione italiana e internazionale?

R.G. La missione di Cartoons on the Bay non cambia. Il mio obiettivo, da quando sono diventato il direttore del festival nel 2009, è sempre quello di cercare di anticipare tempi e scenari per mettere a disposizione dei professionisti italiani e, soprattutto dell’azienda Rai, gli strumenti più adatti per competere sui mercati. Un progetto in animazione, così come una fiction o un film, ha bisogno di anni di lavorazione e se non si colgono in anticipo le evoluzioni di scenario, il rischio è quello di arrivare sul mercato con un prodotto già obsoleto per linguaggi e per contenuti.

L.I. Nelle ultime edizioni di CotB, è emerso un interesse sempre maggiore nei confronti del licensing visto come efficace sviluppo dei progetti di animazione. Quali caratteristiche avrà il panel dedicato al licensing di quest’anno e quali gli argomenti trattati?

R.G. Io ho sempre pensato che il licensing non sia un aspetto esclusivamente commerciale di un prodotto ma una branca non meno importante dell’intero progetto creativo. Un modo di continuare a raccontare anche attraverso il contributo degli spettatori ancor prima che ciò accadesse attraverso internet, i social e le campagne virali. Cos’è un bambino che gioca a costruire storie con i pupazzi dei personaggi di un film se non la versione young di un fan che in rete crea fan fiction condivisa che un giorno sarà fonte di ispirazione per gli autori di un brand di successo? Probabilmente addirittura la stessa persona vista in epoche della vita diverse. Gli ecosistemi narrativi che, come dicevo prima, nascono, evolvono e mutano in base a ciò che viene seminato e non solo dall’agricoltore. Per questo parleremo di licensing in modo pervasivo e non esclusivo.

L.I. Come vede il futuro dell’animazione in Italia?

R.G. L’animazione italiana, soprattutto quella che non vediamo ancora, avrebbe bisogno di più spazi per mostrare tutte le sue potenzialità. Leggendo i progetti che quest’anno hanno partecipato al concorso Pitch Me ho constatato ancora una volta che ci sono tantissime idee interessanti che meriterebbero una vetrina, un budget, un’opportunità. Le giovani generazioni di creativi, per usare una metafora che richiama il tema dell’anno del festival, scalpitano alle porte del castello e aspettano solo che qualcuno abbassi il ponte levatoio. Ma le sentinelle delle torri di guardia devono smettere di scambiarli per draghi o troll. Anche perché io non ho mai avuto nulla contro i draghi e i troll. Che sono invece gli ingredienti più affascinanti di una buona storia fantasy. Non lo crede anche lei?

Per maggiori informazioni e per scaricare il programma: http://www.cartoonsbay.rai.it/

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