Il portale Mamamò vince il Premio Andersen come Migliore progetto su digitale 2018

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Da sinistra: le fondatrici di Mamamò, Roberta Franceschetti ed Elisa Salamini

Mamamò è un portale dedicato all’educazione digitale di bambini, ragazzi e adulti.

di: Maura Rastelli

Specializzato in recensioni di app, ebook, videogiochi, canali video, film e serie tv, Mamamò è ormai diventato un punto di riferimento per rimanere aggiornati su media education e tecnologia under 13.

Lo scorso 26 maggio a Genova Mamamò ha vinto il prestigioso Premio Andersen come Migliore progetto su digitale 2018 dedicato all’informazione per bambini e ragazzi.

In questa occasione Licensing Italia ha rivolto qualche domanda a Elisa Salamini e Roberta Franceschetti, fondatrici del portale.

L.I.: Quando e come è nata l’idea di creare il portale Mamamò?

La prima a interessarsi alle app per bambini è stata Roberta (da sempre attiva nel mondo della comunicazione e dei new media): nel 2011 è infatti alle prese con un nuovissimo tablet e con un figlio di 4 anni molto attratto dagli schermi touchscreen. Inizia così a scaricare e recensire le app che le sembrano più adatte ai bambini, rilevando sin da subito la difficoltà ad orientarsi negli appstore quando si è in cerca di buoni titoli educativi. Quando nel 2012 mette Mamamò online inizia anche la collaborazione con Elisa, a sua volta coinvolta per professione con il mondo digitale e madre di due bambini. Nasce così l’idea di fondare un’associazione per la promozione dell’educazione e della cittadinanza digitale. Sin dal suo esordio in rete, Mamamò ha infatti affiancato alle recensioni dei contenuti digitali per bambini e ragazzi anche un apparato di news e approfondimenti dedicati ai genitori e agli educatori, per capire come utilizzare le nuove tecnologie con i bambini in modo consapevole, proficuo e creativo.

L.I.: Come è organizzata la vostra redazione?

Negli anni la redazione si è necessariamente dovuta ampliare. Con l’evolversi del panorama dei contenuti educativi digitali, presenti su molti supporti e in tanti formati oltre che sugli schermi touchscreen, abbiamo progressivamente aggiornato il sito perché ospitasse anche recensioni di videogiochi per console, serie tv, film di animazioni e canali video, oltre che articoli di approfondimento su scuola digitale, social network, coding, robotica, editoria digitale… Abbiamo allora arruolato esperti di videogiochi e di narrativa per l’infanzia, psicologi, pedagogisti, insegnanti… Sono professionisti legati al mondo dell’infanzia e dell’adolescenza che in questi anni si sono interessati alle nuove tecnologie e all’utilizzo che ne fanno i più giovani. Spesso con loro collaboriamo anche nelle iniziative che portiamo al di fuori della rete, quando incontriamo “dal vivo” i nostri utenti in laboratori, corsi di formazione o eventi come il Salone del Libro di Torino, dove Mamamò da anni cura il programma dello spazio digitale per ragazzi.

L.I.: Cosa ha rappresentato per voi vincere il Premio Andersen?

L’Andersen è considerato a ragione il più prestigioso premio nel campo della letteratura per l’infanzia. Vincerlo è stata per noi una grande soddisfazione e il riconoscimento della qualità, della costanza e dell’indipendenza del lavoro svolto da Mamamò in un settore nascente come quello del digitale per ragazzi. Ci ha fatto inoltre particolarmente piacere che nelle motivazioni del Premio si sia fatto riferimento anche alla nostra capacità di “fare rete”, nel senso di fare incontrare e mettere in dialogo molte persone che, in ambiti diversi, si interessano al digitale e ai ragazzi. Insomma, è stato premiato anche il “fattore umano” del nostro lavoro, fondamentale non solo per la qualità del servizio offerto ma anche per le occasioni di incontro e dibattito che ha saputo favorire.

L.I.: Quali sono i vostri principali progetti per il futuro?

Il mondo dei new media per ragazzi è vastissimo e vorremmo poter offrire una panoramica sempre più completa dei contenuti a cui accedono, per far capire ai genitori e agli educatori cosa c’è di buono o meno buono in quello che i loro figli fruiscono sui tanti schermi presenti nella loro vita quotidiana. Ovviamente, vogliamo far crescere la visibilità di Mamamò, e questo potrà avvenire se troveremo dei partner strategici, interessati a promuovere come noi l’educazione digitale.

L.I.: Mamamò collabora anche con il mondo business?

In passato abbiamo realizzato progetti con case editrici, come De Agostini, con cui abbiamo sviluppato un concorso per la creazione di un prodotto editoriale innovativo per il mondo Kids. Inoltre, abbiamo portato avanti attività di formazione e di sensibilizzazione all’uso consapevole del digitale e della rete con imprese come Fastweb. Non ultimo, abbiamo collaborato alla nascita del progetto MeteoHeroes con il Centro Epson Meteo. Come associazione siamo forti dell’autorevolezza che Mamamò ha conquistato in rete rispetto al tema dell’educazione digitale e rappresentiamo quindi un partner ideale per chi vuole sviluppare progetti di responsabilità sociale orientati all’utilizzo consapevole e creativo della tecnologia quale elemento chiave nel futuro delle nuove generazioni.