Il profilo psicologico dei personaggi: intervista esclusiva a Luigi Ballerini

Per la realizzazione del progetto MeteoHeroes, il Centro Epson Meteo si è avvalso della collaborazione di qualificati professionisti, tra cui Luigi Ballerini, medico, psicoanalista e scrittore per ragazzi che ha collaborato per la definizione del profilo psicologico di ciascun bambino/supereroe.

Licensing Italia lo ha intervistato in esclusiva. 

di: Maura Rastelli

Luigi Ballerini
Luigi Ballerini

Licensing Italia: Ci può presentare il carattere dei sei protagonisti della serie?

Luigi Ballerini: I nomi dei protagonisti sono in latino e il loro carattere rispecchia il potere che possiedono. Pluvia è vivace e intuitiva, è molto altruista, ma, essendo anche permalosa, si arrabbia con una certa facilità e può diventare grandine. Nix è raffinata, affascinante, un pochino snob, seria e ordinata. Sa creare un mondo magico, bianco e ovattato. Nubes è attenta all’immagine, vezzosa, briosa e fantasiosa. La sua capigliatura si trasforma in mille modi e può assumere le forme più buffe o spaventose. Fulmen è davvero impulsivo, velocissimo, non sta mai fermo. È esuberante – a volte anche troppo! – e talora combina qualche pasticcio. Il suo rombo di tuono scatena paura negli antagonisti. Ventum è giocherellone e pazzerello, a tratti dispettoso, ha il potere di spostare le cose e scagliarle a distanza così come di accumulare oggetti nella sua felpa. Thermo, assieme a Pluvia, è il leader del gruppo, risulta equilibrato e maturo perché ha imparato a controllare gli opposti che fanno parte della sua natura. Quando è in azione però gli piace fare il supereroe e talora gli scappa qualche posa buffa giusto per far notare quanto è stato bravo.

L.I. Qual è stato il processo di scelta di questi sei protagonisti?

L.B. Per le scelte relative ai singoli personaggi abbiamo attentamente considerato i bambini di oggi, in modo che i MeteoHeroes risultassero molto attuali per quanto riguarda i gusti, gli atteggiamenti e i comportamenti. Abbiamo fortemente voluto che fossero, dentro la finzione narrativa, del tutto credibili e ciascuno identificabile nelle proprie caratteristiche. Bambini speciali, certo, per il loro potere, ma comuni nelle loro caratteristiche più umane. Abbiamo particolarmente curato le interazioni fra loro, ipotizzando alleanze, simpatie, antipatie e conflitti. Tutte a misura di bambino.

La parte più complessa è stata forse creare personaggi dalla carica positiva e propositiva senza indulgere in un atteggiamento moralistico-pedagogico che avrebbe inficiato la narrazione. I messaggi positivi, sempre presenti, di salvaguardia del pianeta, di amicizia e solidarietà vengono trasmessi senza pesantezza, attraverso gli spunti narrativi e l’azione, privilegiando sempre il divertimento e il piacere della storia. Abbiamo anche curato che la provenienza dei bambini/supereroi fosse da tutto il pianeta, per sottolineare il valore della diversità, dell’incontro fra le culture per una convivenza pacifica e fruttuosa. Inoltre ciò rispecchia la situazione di moltissimi bambini di oggi che si trovano a condividere le attività con coetanei di diversa origine, senza che ciò rappresenti un limite, anzi sapendo testimoniare anche ai più grandi valori come il rispetto e l’accoglienza.

Questi bambini, seppur speciali, non vivono soli. Abbiamo pensato la presenza di due adulti, figure positive seppur così diverse fra loro. La scienziata Margherita Rita, a capo del CEM, è sempre affidabile e responsabile, all’altezza del compito di tutela e istruzione dei bambini a lei affidati. Accanto a lei troviamo Emilia, la governante del CEM, una specie di tata, molto affettuosa, che provvede all’accudimento dei bambini con un occhio educativo, e sempre molto dolce. Figure diverse, ma accomunate dalla tensione educativa.

L.I. Secondo Lei i bambini si identificheranno nei personaggi in versione ‘bambini’ o nella versione Supereroi? 

L.B. Non ho dubbi che l’identificazione scatterà facilmente. I “bambini” sono genuini e simpatici, i “supereroi” affascinanti e intriganti. Mi aspetto che i bambini possano davvero giocare con loro, magari scegliendo come preferito proprio quello più lontano dal loro carattere, quello che vorrebbero diventare, mettendo in gioco una dimensione più aspirazionale e sperimentandosi anche in panni diversi. Ma abbiamo da star tranquilli, qualsiasi sia il loro personaggio preferito, troveranno il modo di imparare il rispetto per l’ambiente e per gli altri divertendosi in modo positivo e sicuro.

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