Codice Deontologico del LIMA

L’ International Licensing Industry Merchandisers’ Association (LIMA) si impegna a nome dei suoi Membri a garantire che le fabbriche che producono prodotti concessi in licenza operino in modo legale, sicuro e salutare. LIMA concorda sul principio di non abuso del lavoro minorile, del lavoro forzato e del lavoro di persone carcerate*, e che a nessuno sia negato un lavoro a causa del proprio sesso, origine etnica, religione, affiliazione o associazione, e che le fabbriche rispettino le leggi a favore dell’ambiente. I contratti di fornitura con le imprese che fabbricano prodotti concessi in licenza per conto dei Membri LIMA dovrebbero inoltre prevedere l’adesione a questi principi.

Il ruolo del LIMA è quello di informare, educare e monitorare i propri Membri in modo che le Società individuali possono aderire al Codice Deontologico. Come associazione, agisce anche per incoraggiare i governi locali e nazionali al rispetto delle leggi relative a salari e orari di lavoro, nonché alla tutela della salute in fabbrica e al rispetto delle leggi di sicurezza.  Le particolari condizioni di lavoro per le quali ogni Membro deve chiedere in anticipo un accordo sono le seguenti:

1. Lavoro 

1. Che i salari e gli straordinari da pagare siano conformi alle pratiche e alle norme stabilite dalla legge, compreso il pagamento degli indennizzi per ore di straordinario a tassi di premio, come è prescritto per legge in quel Paese, ma non inferiore al tasso del compenso per il lavoro in ora regolare.

2. Che le ore di lavoro non devono superare la media delle ore di lavoro in quel Paese in cui l’opera è eseguita, tranne per quanto riguarda le ore di straordinario adeguatamente  indennizzate; gli straordinari non dovranno essere per settimana al di sopra di 60 ore su base regolarmente programmata, e devono consentire almeno un giorno di riposo per ogni periodo di 7 giorni.
3. Che nessuno sotto l’età minima legale dovrà essere impiegato in ogni fase della produzione, che l’età minima di 14 anni si applica in tutte le circostanze, ma nonostante quanto precede, che deve essere applicata la C138 Minimum Age Convention (1973) e la C182 Worst Forms of Child Labor Convention (1999) dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro.

4. Che nessun lavoratore forzato o carcerato sarà occupato *, che i lavoratori sono liberi di lasciare il posto di lavoro una volta finito il proprio turno e che le guardie sono utilizzate solo per motivi di normale sicurezza.

5. Che tutti i lavoratori hanno diritto alle prestazioni di malattia e di maternità, come previsto dalla legge.
6. Che tutti i lavoratori hanno il diritto di esercitare liberamente i propri diritti di rappresentanza dei lavoratori, come previsto dalla legge locale.

2. Il posto di lavoro 

1. Che le fabbriche forniscano un ambiente di lavoro sano e sicuro per i propri dipendenti e rispettino o superino tutte le leggi locali in materia di igiene e protezione dai rischi.
2. Che le fabbriche siano adeguatamente illuminate e ventilate e che corridoi e uscite siano accessibili in ogni momento.

3. Che ci sia un’adeguata assistenza medica in caso di emergenza e che i dipendenti designati siano formati e aggiornati in merito alle procedure di primo soccorso.

4. Che ci siano adeguate e ben identificate uscite di sicurezza e che tutti i dipendenti ricevano una formazione per l’eventuale evacuazione di emergenza.

5. Che le attrezzature di sicurezza e di protezione siano disponibili ai dipendenti designati al loro uso.
6. Che le macchine siano garantite secondo o in maniera superiore a quanto prescritto dalle leggi locali.
7. Che ci siano servizi igienici adeguati, capaci di soddisfare le esigenze igieniche locali e che siano adeguatamente mantenuti.

8. Che ci siano strutture o le opportune disposizioni per i pasti e le pause.

9. Se una fabbrica prevede alloggi per i propri dipendenti, dovrà far sì che le camere dormitorio e servizi igienici soddisfino i bisogni primari e siano adeguatamente ventilati e in grado di soddisfare la sicurezza antincendio e le altre leggi locali.

10. Che tutti i dipendenti siano trattati con dignità e rispetto e che nessun dipendente possa essere sottoposto a qualsiasi molestia fisica, sessuale, psicologica o verbale.

11. Che non siano praticate discipline mentali o fisiche.

12. Che le fabbriche devono riconoscere e rispettare i diritti dei lavoratori ad associarsi, organizzarsi e contrattare collettivamente in modo lecito e pacifico, senza penalità o interferenze.

13. Che le fabbriche non operino discriminazioni in base a razza, religione, età, nazionalità, origine sociale o etnica, orientamento sessuale, sesso, opinione politica o disabilità.

3. Conformità 

1. Lo scopo di questo Codice è di stabilire uno standard di prestazioni, formazione e incoraggiare un impegno di produzione responsabile, non punitivo.

2. Per determinare l’adesione, le Aziende Membri LIMA valuteranno le proprie strutture, nonché quelle dei loro fornitori. Si esamineranno tutti i libri e registri e saranno condotte ispezioni in loco delle strutture e si richiede ai Membri di fare la stessa ispezione presso i propri subappaltatori.

3. Una dichiarazione annuale di conformità al presente Codice deve essere firmata da un responsabile di ciascuna Società Membro di produzione o dal contraente.

4. I contratti per la fabbricazione di prodotti in licenza devono prevedere che la mancante informativa per rispettare il Codice o per attuare un piano di azioni correttive in modo tempestivo è una violazione del contratto per il quale lo stesso potrà essere annullato.

5. A causa della grande diversità delle tipologie dei prodotti in licenza e dei metodi di fabbricazione, nonché della vasta gamma di dimensioni delle fabbriche e il numeri dei dipendenti, per determinare l’applicabilità di tali disposizioni si rimanda al buon senso.

6. Il presente Codice deve essere spedito o disponibile per tutti i dipendenti nella lingua locale.
* Molti Paesi riconoscono che il lavoro penitenziario è essenziale per il processo di riabilitazione. Tale disposizione vieta l’esportazione di merci realizzate in carcere verso quei Paesi che vietano o limitano l’importazione di tali beni.