Il futuro dell’entertainment

TikTok in forte crescita, la fatica delle tv streaming a pagamento, cosa ci si aspetta in futuro per l’entertainment?

 

Il dato più interessante del grafico qui sopra è ovviamente quello di TikTok, su cui un utente medio trascorre più di 24 ore al mese. TikTok ha completamente cambiato lo scenario dell’intrattenimento.

Sono passati solo 5 anni da quando Reed Hasting, founder e CEO di Netflix, disse: “il nostro più grande competitor è il sonno”. All’epoca passavamo le nostre serate scrollando l’infinito catalogo di Netflix indecisi su quale film guardare. Ora, paradossalmente, passiamo la serata a decidere quale piattaforma aprire, non ci arriviamo nemmeno al catalogo. L’offerta è sempre più ampia e frammentata e i contenuti sempre più di qualità. Il solo Disney+ in pochi mesi ha attratto quasi 130 milioni nuovi utenti e ha l’obiettivo di raggiungerne 230 milioni entro il 2024 (Netflix ne ha accumulati 222 milioni in 15 anni). E c’è un problema: a differenza del sonno, questi concorrenti non rubano solo il tempo dei potenziali utenti di Netflix, ma anche i contenuti che un tempo erano nel catalogo della piattaforma.

Ed è forse per questi motivi che Netflix non è riuscita ad attrarre i 2M di nuovi abbonati come aveva previsto solo tre mesi fa. Anzi, per la prima volta dal 2011 (quando abbandonò definitivamente i CD), ne ha persi 200mila. E si aspetta di perderne altri 2 milioni nel prossimo trimestre.

E quindi l’azienda si lancia su altri mercati: a fine 2021 ha lanciato il primo videogioco, facendo intendere le sue intenzioni di espandersi anche in questo settore. D’altra parte, Netflix è sempre stata brava a reinventarsi: l’ha fatto passando da piccolo competitor di Blockbuster a colosso dello streaming online. E l’ha rifatto decidendo di cominciare a produrre i suoi contenuti originali invece che pagare milioni per le licenze di film e serie tv.

Ma questa volta potrebbe essere diverso: il mercato è sempre più affollato e per far quadrare i conti l’azienda sarà costretta ad abbassare i prezzi (o quantomeno non alzarli ulteriormente) e introdurre la pubblicità in piattaforma (che Hasting ha sempre rifiutato ritenendola il discrimine tra Netflix e “gli altri”). Non solo: a breve potrebbe essere introdotto un nuovo piano per chi condivide le password del proprio account (circa 100milioni di utenti), pratica che fino a poco fa era addirittura celebrata dalla stessa Netflix.

Con l’arrivo di tutti questi nuovi competitor, il “monopolio” di Netflix sembra quindi essere al capolinea. Ma d’altra parte, anche prima della pandemia gli analisti avevano predetto “il grande rebundling”, che avrebbe portato i consumatori a utilizzare un’unica app che aggrega le diverse piattaforme.

Credits: Dalla newsletter Technicismi

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