Il metaverso e la generazione Z

La ricerca, che esamina l’impatto del metaverso sull’identità, le interazioni sociali e quelle con i brand, afferma che il 52% della Gen Z sente di esprimere meglio se stessa nello spazio digitale del gaming piuttosto che nella vita reale, metà di loro vorrebbe inoltre provare a guadagnare nel metaverso e il 33% a costruirsi una carriera.

Le risposte al sondaggio – svolto in Usa in 3 fasi con interviste qualitative e quantitative – dicono anche che i gamer della Gen Z passano il doppio del tempo a frequentare gli amici in spazi virtuali rispetto agli spazi fisici della vita reale (12,2 ore a settimana per il gaming contro 6,6 per per le frequentazioni di persona) e che non considerano questo tempo come pura evasione.

Acquisti in-game: I rispondenti acquistano oggetti virtuali con la stessa tranquillità con cui lo fanno nella vita reale, anche se oggi spendono in media 50 dollari l’anno nello spazio virtuale. Nei prossimi 5 anni, la ricerca stima che il 20% del loro budget per intrattenimento e tempo libero sarà destinato agli acquisti in-game.

I brand: il 33% dei rispondenti vorrebbe vedere più negozi virtuali dove navigare e acquistare prodotti e il 30% chiede di poter comprare skin e abbigliamento per i propri avatar.

La riduzione dello stress è uno dei fattori principali che fa amare il mondo parallelo del gaming in cui si è rifugiato: il 77% dei rispondenti dice che il più grande motivo per giocare è alleviare ansia e stress, 1 su 2 che il gaming migliora la sua salute mentale e che chi gioca è 6 volte più propenso a descrivere se stesso come introverso che come estroverso.

In allegato il report.

VICE_x_Razorfish_Gen_Z_Metaverse_Report

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