Clementoni sceglie le property delle serie TV per rivolgersi al target Kidults

Licensing Italia ha intervistato Matteo Paolucci, Licensing Business Development Leader di Clementoni, nota azienda italiana nata negli anni ’60 e specializzata nella produzione di giochi da tavolo

di Giulia Rastelli

MatteoPaolucci_Clementoni
Matteo Paolucci

Licensing Italia: Quale motivazione ha spinto Clementoni, azienda focalizzata sull’infanzia, a scegliere le property delle serie TV rivolte ad un target teen e adulti?

Matteo Paolucci: La risposta a questa domanda risiede principalmente in una scelta strategica, legata alla volontà di riposizionare la nostra identità di marca in un ambito che, nel solco della continuità e dell’innovazione, ripartisse dall’emozione per ridisegnare ed estendere i nostri orizzonti.

Volevamo studiare e abbracciare il mondo dell’entertainment con il fine di puntare ad un coerente e necessario ampliamento del target verso i kidults.

Tutto questo stringendo il focus su linee storiche per l’azienda, oggi più attuali e forti che mai, come i puzzle e i board games che, spinti anche dalla pandemia, hanno sperimentato negli ultimi anni tassi di crescita importanti.

Non era possibile immaginare un partner migliore di Netflix per raggiungere i nostri obiettivi.

L.I.: Ci può dare qualche esempio dei progetti realizzati?

M.P.: Abbiamo inserito nel nostro portafoglio prodotti 3 serie speciali di puzzle adulti legate a Stranger Things, La Casa di Carta e The Witcher nel 2019.

Nel 2020 abbiamo allargato le categorie licenziate ai board games, aggiungendo un card game cooperativo per Stranger Things (Adventures Together) e un Board Game per La Casa di Carta (Behind the Mask).

A fine 2021 abbiamo inserito a contratto per il 2022 anche La Regina di Scacchi e Squid Game, per i quali abbiamo realizzato due serie speciali di puzzle adulti.

L.I.: Siete soddisfatti dei risultati raggiunti?

M.P.: Direi proprio di sì, la collaborazione con Netflix è stato uno degli elementi rilevanti che ha contribuito concretamente alla nostra crescita negli ultimi 2 anni.

Una crescita in cui il fatturato è solo uno degli aspetti: questo tipo di partnership ci ha dato prestigio e grande visibilità, favorendo un’attualizzazione del nostro linguaggio con format televisivi di grandi attualità e molto vicini al nostro target inteso nel senso più allargato di cui parlavamo prima.

L.I.: Quali sviluppi prevedete?

M.P.: L’unico limite è il cielo, come si dice in questi casi.

Continueremo a presidiare le categorie attualmente licenziate con i titoli più potenziali e studieremo ogni giorno possibili nuove interazioni con le nostre altre linee di prodotto.

L.I.: Quali sono a Suo avviso i punti di forza di un Licenziante come Netflix? 

M.P.: Ce ne sono molti a dire il vero. Oltre alla forza direi indiscutibile dei titoli, ho trovato un interlocutore serio ma flessibile, in grado di comprendere molto bene le necessità di un’azienda come la nostra.

L.I.: Nel webinar del 16 febbraio Lei ci ha parlato di ‘ecosistema tra Netflix e i videogiochi’: cosa intende?

M.P.: Le serie Netflix hanno certamente un pubblico molto ampio, per noi però hanno rappresentato il primo tassello di un progetto rivolto principalmente ai millennials e ai giovani adulti.

In questo contesto, ci sono dei trend molto forti che riguardano anche altre forme d’intrattenimento. Una di queste è il gaming, ma ce ne sono altre.

Ritengo che per essere percepiti come player in questo universo, si debba cercare di creare un vero e proprio ecosistema nel proprio catalogo, intercettandone tutti i satelliti in orbita.  

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