Iginio Straffi e Rainbow: una strategia licensing di successo

Si è svolto il 27 settembre scorso a Loreto, presso la sede Rainbow, un incontro riservato alla stampa italiana durante il quale sono stati presentati ai giornalisti lo studio di produzione – il più grande di Europa – e i nuovi progetti, non solo di animazione, a cui Rainbow sta lavorando.

L’incontro è stata l’occasione per Licensing Italia di intervistare Iginio Straffi, fondatore e CEO di Rainbow.

di: Maura Rastelli

L.I. L’ultima novità, la serie animata 44Gatti, prima produzione Rainbow rivolta al target preschool, andrà in onda in prima tv assoluta su Rai YoYo da lunedì 12 novembre, tutti i giorni alle 19.05. La collaborazione con lo Zecchino d’Oro è sicuramente una brillante intuizione perché permette di legare fra loro varie generazioni di Italiani. Come è nata l’idea?

I.S. L’idea è nata dalla canzone 44Gatti, che ha dato il titolo alla serie, i cui protagonisti sono quattro simpaticissimi gatti musicisti, Lampo, Milady, Pilou e Polpetta, che vivono nella casa di Nonna Pina, un’adorabile vecchietta che si prende cura di loro. Hanno trasformato il grande garage della casa nella loro “Clubhouse”, uno spazio dove suonano in una band chiamata “Buffycats” e si incontrano con gli altri gatti del vicinato, mettendo in scena la loro visione del mondo degli umani. Come i bambini, lo osservano con un punto di vista unico, infantile e comicamente onesto.

Riascoltando le canzoni dello Zecchino d’Oro ci siamo resi conto che potevamo trarne spunti validi anche per la serie animata perché sono ricche di valori e contenuti: ad esempio l’episodio – e la canzone – del ‘cane che vuole diventare un gatto’ sono una metafora del concetto che nella propria vita bisogna assecondare le proprie inclinazioni.

Per questo, dove abbiamo trovato una canzone forte dal punto vista dei contenuti, abbiamo deciso di costruire un episodio ispirato ad essa.

Le canzoni, come tutte le produzioni Rainbow, sono un punto di forza della serie e verranno riadattate nelle lingue di ogni Paese mantenendo le caratteristiche delle versioni originali.

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L.I. La franchise Winx festeggerà i suoi primi 15 anni nel 2019 con il lancio della serie 8. Come è nata l’idea di creare questi personaggi e da dove il nome?

I. S. Mi ero reso conto che tutte le grandi Major proponevano più che altro eroi e beniamini solo per i maschietti, quindi pensai di creare delle eroine al femminile, portatrici di un messaggio positivo, allegro e colorato.

Mi sono ispirato alle saghe magiche creando delle fatine la cui caratteristica principale sono tradizionalmente le ali, in inglese Wings. Avevo l’esigenza però di trovare un nome facilmente difendibile nelle registrazioni del brand in tutto il mondo, quindi la cosa più semplice e sicura era creare un neologismo: Winx con la ‘x’!

Winx poteva essere letto e pronunciato allo stesso modo in tutte le lingue. In più riuscii a stilizzare la ‘x’ con un segno grafico che richiamava un paio di ali. Da qui un brand che siamo riusciti a tutelare bene… la sua unicità è la conferma che la scelta è stata azzeccata!

L.I. Il successo delle Winx in questi 15 anni dimostra che il brand è stato in grado di adattarsi ai gusti e alle mutate caratteristiche delle ragazzine: come è stato possibile?

I.S. Dal loro esordio, le Winx sono cresciute, hanno saputo reinventarsi, stare al passo con i tempi, se non perfino anticiparli. Le Winx infatti fin da subito hanno rappresentato un’idea di donna e del femminile moderna ed attuale, quella che si è imposta nell’ultimo decennio e che prima non esisteva: sono eroine forti, determinate, indipendenti e capaci di autorealizzarsi. Infatti, proprio al contrario di quanto accade solitamente nelle fiabe tradizionali, nel primo film una delle Winx salva un ragazzo pietrificato… 

Bloom, Stella, Flora, Aisha, Musa e Tecna, grazie alla loro magia e ai valori quali amicizia, positività, generosità e impegno, di cui da sempre si fanno ambasciatrici, hanno fatto crescere in questi anni milioni e milioni di bambine, accompagnando diverse generazioni e diventando a tutti gli effetti un “evergreen”, un brand classico, una realtà di portata internazionale, ma allo stesso tempo costituita da traguardi tutti italiani.

Graficamente l’evoluzione delle fatine è passata dai primi disegni realizzati a mano realizzati sino all’animazione in 3D con effetti speciali di elevatissima qualità realizzati negli studi di Rainbow CGI.

Oggi il brand Winx è distribuito in più di 100 paesi; sono state prodotte 8 serie televisive più altre 2 serie televisive insieme a Netflix, 3 film cinematografici, live show e musical internazionali.

Il 2019 sarà l’anno delle celebrazioni, 15 anni di successi da coronare insieme alle bambine di ieri e di oggi, con un piano a loro dedicato, che le coinvolgerà con tantissime novità e progetti: una mostra itinerante per i 15 anni di Winx che verrà inaugurata a Lucca Comics and Games il 31 ottobre 2018 per spostarsi poi a Milano e proseguire nei paesi europei nel 2019.

Nella primavera 2019 arriverà il prossimo capitolo della saga, la nuova serie 8, che vedrà le fatine in una nuova trasformazione, con il ritorno di quelle più popolari del Winx Club, Enchantix, Syrenix e Butterflix.

Sempre nel 2019 arriverà nei teatri di tutto il mondo il nuovo live show: un grande spettacolo che incanterà il pubblico con effetti speciali, tecnologie d’avanguardia, ologrammi e spettacolari giochi di luce.

Infine, l’attesissima serie televisiva in live action coprodotta con Netflix che vedrà le Winx trasformarsi in “carne ed ossa” per continuare ad emozionare il grande pubblico di giovani adulti.

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L.I. Bardel e Colorado Films sono i vostri principali partners e anche società che fanno parte del vostro Gruppo. Quale ruolo hanno nella vostra strategia di sviluppo?

I.S. Grazie all’acquisizione nel 2015 della società Bardel Entertainment, che possiede due studi di produzione in Canada, oltre a realizzare produzioni ispirate a property del Gruppo Rainbow, gestiamo produzioni di property terze, quali ad esempio: Dreamworks, Nickelodeon, Warner Bros.

A sua volta l’acquisizione del Gruppo Iven, ci ha permesso di ampliare l’offerta di prodotti televisivi e cinematografici dedicata ad adulti e famiglie, con i format TV e film library di proprietà di Colorado Film Production S.p.A. (società del Gruppo Iven) attiva sul mercato da oltre 30 anni.

L.I.  Avete presentato oggi la nuova serie TV live action “Club 57”, co-prodotta con Nickelodeon: come è nato questo progetto?

I.S. I progetti in live action sono per noi una vera e propria strategia che ci consente di aprire nuove aree di business.

La produzione in live action ha avuto un forte impulso di sviluppo negli ultimi anni e quindi non potevamo non entrare anche noi in questo tipo di produzione, cercando di rispondere alle richieste del mercato. Il successo della nostra prima live action Maggie&Bianca è la conferma della validità di questa scelta.

CLUB 57 è realizzata in coproduzione con Nickelodeon e andrà in onda a partire dal 2019 in tutto il mondo.

È una serie televisiva divertente e avventurosa, con una forte ispirazione al musical e ai mitici anni 50: i protagonisti infatti si ritroveranno improvvisamente catapultati nel passato dove condivideranno sogni e passioni intorno al Club 57, uno show televisivo in cui vengono organizzati dei musical in perfetto stile anni 50.  Emozioni, musica, amore, famiglia e amicizia sono solo alcune delle tematiche principali della serie televisiva dedicata al target Teens.

Tutte le canzoni presenti nella serie sono composte da Ricardo Montaner, e alcune saranno cantate in italiano.

Club 57 vanta un cast internazionale e la serie verrà girata tra Miami e la Puglia dove, tra l’altro sarà ambientato anche il gran finale, ricco di colpi di scena.

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L.I. Secondo i dati di License Global, Rainbow è il tredicesimo Licenziante al mondo davanti a brand come Ferrari e Coca Cola: la sua intuizione di puntare fin da subito sul licensing è stata sicuramente vincente. Come è arrivato a questa intuizione? Da dove è nata?

I.S. Fin dall’inizio ho cercato di realizzare un business model per cercare di coprire gli ingenti investimenti economici necessari per la produzione di una serie animata.

Mi sono inoltre ispirato alle Major più grandi, come Disney o Warner Bros.: con il primo cd interattivo, a fronte di un investimento di 300milioni di lire, ho generato 2 miliardi di royalty.

Il modello è stato vincente: ci permette tutt’oggi di continuare a realizzare contenuti di altissima qualità.

L.I. Quale percentuale rappresentano ad oggi il licensing e il merchandising nel fatturato globale di Rainbow?

 I.S. Il licensing e il merchandising costituiscono circa la metà del fatturato.

Rainbow (www.rbw.it) sarà presente a Brand Licensing Europe (BLE) 2018 presso lo stand E10.