A vent’anni dal successo del primo film, Il Diavolo Veste Prada 2 si prepara ad arrivare nelle sale italiane il 29 aprile 2026, confermandosi non solo come uno degli eventi cinematografici più attesi dell’anno, ma anche come un caso particolarmente interessante per il mondo del licensing e delle brand collaboration. Il ritorno dell’universo di Runway ha infatti generato un ecosistema di attivazioni che supera il perimetro del cinema, coinvolgendo moda, retail, food, beauty, tecnologia e beverage.
A Milano, città che ha ospitato parte delle riprese del film, Disney Italia ha celebrato l’uscita con un evento diffuso tra Rinascente Milano Piazza Duomo e quattro cinema milanesi, coinvolgendo oltre 2.000 ospiti nell’anteprima italiana del film. Il department store è diventato il cuore scenografico dell’attivazione, con vetrine dedicate e una vera e propria experience immersiva ispirata al mondo di Il Diavolo Veste Prada 2.
Tra gli elementi più iconici dell’iniziativa spiccano le maxi décolleté rosse, alte quasi quattro metri, installate in Rinascente e diventate immediatamente un forte elemento visuale e social. Una scelta perfettamente coerente con l’immaginario del film: la scarpa, simbolo di moda, desiderio e trasformazione, diventa così un landmark urbano, capace di trasformare il lancio cinematografico in una photo opportunity ad alto potenziale virale.
L’attivazione milanese conferma una tendenza sempre più centrale nel licensing entertainment: le property non vivono più soltanto attraverso prodotti fisici, ma si estendono in esperienze retail, contenuti social, ambientazioni immersive e collaborazioni con brand affini per posizionamento e target. Nel caso di Il Diavolo Veste Prada 2, il linguaggio della moda consente al film di dialogare in modo naturale con categorie lifestyle molto diverse tra loro.
Numerosi i partner coinvolti nell’evento, tra cui Pasta Garofalo, L’Oréal Paris, Dyson, Starbucks, Samsung Electronics Italia e Moët & Chandon. Ogni brand ha interpretato l’universo del film attraverso una propria attivazione: dal beauty office firmato L’Oréal Paris alle esperienze styling, dal pop-up Starbucks ispirato alla redazione di Runway fino alle aree dedicate alla tecnologia e all’intrattenimento.
Con il ritorno di Miranda Priestly, Il Diavolo Veste Prada 2 conferma quindi che il licensing più efficace non è solo quello che mette un marchio su un prodotto, ma quello che costruisce esperienze, conversazioni e desiderabilità intorno a un universo narrativo già profondamente radicato nell’immaginario collettivo.
