Intervista a Gianluca Ferrara: come DeAPlaneta sviluppa e valorizza le proprie IP

12 Marzo 2026 | Federica Pazzano | Interviste

Licensing Italia ha intervistato Gianluca Ferrara, Head of Italy & International Head of Toys di DeAPlaneta Entertainment.

Licensing Italia ha intervistato Gianluca Ferrara, Head of Italy & International Head of Toys di DeAPlaneta Entertainment, per approfondire la strategia dell’azienda nello sviluppo e nella valorizzazione delle proprie proprietà intellettuali, tra brand consolidati, nuove IP e opportunità nel licensing.

LI: Guardando al vostro portfolio nel suo insieme – heritage, produzioni originali, titoli in distribuzione e IP in agenzia – qual è il filo conduttore della strategia di DeAPlaneta e la vostra posizione sul mercato?

GF: In DeAPlaneta Entertainment abbiamo una visione molto chiara: far crescere e valorizzare le proprietà intellettuali nel tempo, accompagnandole in ogni fase della loro evoluzione. Da un lato abbiamo il privilegio di gestire brand molto noti, che fanno parte della memoria collettiva di diverse generazioni: il nostro compito è mantenerli rilevanti, trovando modi nuovi per raccontarli e farli vivere attraverso nuove produzioni, collaborazioni di licensing, progetti speciali.  In parallelo, investiamo molto nello sviluppo di IP originali, perché crediamo sia essenziale, oggi e ancor più in prospettiva, costruire nuove storie e nuovi personaggi con una visione transmediale e internazionale fin dal principio. L’obiettivo non è solo produrre una serie animata o un film, ma creare universi narrativi che possano crescere su più media e svilupparsi anche nel licensing e nel consumer products. A questo si aggiunge la nostra attività di distribuzione e di agenzia, che ci permette di collaborare con partner di primissimo piano e di portare contenuti di qualità in diversi territori.

Nel complesso, la posizione di DeAPlaneta nel mercato è quella di una media company indipendente con un forte respiro internazionale, capace di seguire una proprietà intellettuale lungo tutto il suo percorso. Questo approccio integrato e, al contempo, flessibile e dinamico, rappresenta certamente uno dei nostri principali punti di forza.

LI: Milo è diventato uno dei vostri brand di punta nel segmento preschool, oltre ad essere un titolo che si è immediatamente imposto sul mercato attraendo l’attenzione dei principali broadcaster internazionali tra cui il Pubcaster americano PBS. Le premesse sono sufficienti per poter ipotizzare che questa IP abbia una traiettoria di crescita futura. Quali sono i vostri piani in tal senso? Avete immaginato di supportare le attività di brand extension con la produzione di stagioni successive e una roadmap internazionale?

GF: Milo è senza dubbio uno dei brand su cui stiamo puntando con maggiore convinzione nel segmento prescolare. La serie animata ha mostrato fin da subito una forte capacità di attrarre partner globali e di coinvolgere e appassionare il pubblico di bambini grazie a personaggi riconoscibili che vivono in storie dai valori universali. La partnership con broadcaster come PBS, che gestisce anche i diritti di licensing come nostro agente sul territorio americano, è un segnale forte del potenziale internazionale.

Per questo stiamo lavorando per accompagnare la crescita della property con una visione di lungo periodo. Se da da un lato, stiamo sviluppando nuove stagioni della serie per continuare ad arricchirne l’universo narrativo, dall’altro si aggiunge la produzione di contenuti speciali pensati in ottica digital-first, con formati brevi destinati alle piattaforme digitali, che permettono di ampliare la presenza del brand e di dialogare con il pubblico preschool anche nei contesti media in cui oggi fruisce maggiormente i contenuti.

Contestualmente stiamo lavorando al consolidamento e allo sviluppo delle partnership di licensing e consumer products su scala globale, privilegiando collaborazioni con partner di alto profilo che credono in un percorso di medio-lungo periodo. Posso anticipare che a breve annunceremo una novità importante sul fronte master toy.

LI: Maya è riuscita a posizionarsi in modo molto attuale grazie alla sua naturale associazione con temi come sostenibilità ambientale e rispetto della natura. Quanto conta oggi questo allineamento valoriale nello sviluppo licensing?

GF: L’Ape Maia è un brand che riesce a rimanere estremamente attuale anche grazie ai valori che rappresenta. Il rapporto con la natura, la biodiversità e il rispetto dell’ambiente sono temi oggi molto sentiti che rendono Maia particolarmente rilevante anche nello sviluppo delle attività di licensing. Nell’ultimo anno, in particolare, in occasione del 50° anniversario, abbiamo iniziato a lavorare in maniera strutturata per portare questi valori anche fuori dallo schermo, attraverso una serie di iniziative ed esperienze dedicate ad un pubblico trasversale di bambini e famiglie.

Tra queste non posso non citare la mostra “Maia 50 anni in volo”, organizzata in collaborazione con la Fondazione Fossati e ospitata tra gennaio e febbraio a Villa Tittoni, che ha riscontrato un grande successo di pubblico e critica. E la produzione del primo musical italiano dedicato a Maia, che ha recentemente debuttato in grande stile e sarà in tournée nei teatri italiani nei prossimi mesi.

Inoltre, in anteprima, posso annunciare una nuova collaborazione con ITA Airways: Maia sarà protagonista a partire da fine marzo, della lounge Fantasia dell’Aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, lo spazio dedicato ai bambini, dove accompagnerà i più piccoli in attesa del volo con contenuti ispirati alla sostenibilità e al rispetto della natura, tra cui anche un card game originale.

LI: Ci sono piani per espansioni future del vostro catalogo e portfolio con nuove IP? Quanto conta la forza digitale di una property che si affaccia oggi sul mercato? (Penso a Wonderpals)

GF: Lo scounting e l’ingresso di nuove IP nel nostro portfolio fa parte di una nostra modalità consolidata di lavoro.  Continuiamo a focalizzarci sia allo sviluppo di progetti originali sia sull’acquisizione di proprietà che abbiano un potenziale internazionale e la capacità di crescere su più piattaforme.

I progetti in cantiere sono numerosi: la nuova serie animata Magic Lilly, prodotta in partnership tra gli altri con RAI, la nuova serie upper pre-school Karters co-prodotta con Mediawan che ha già a bordo un master toy global del calibro di Tomy Takara, e tanto altro che sveleremo nei prossimi mesi.

La dimensione digitale è sempre più importante quando si guarda in particolare ad una nuova property. Le modalità di fruizione sono cambiate molto e spesso è proprio il digitale il primo luogo in cui un brand incontra il suo pubblico. Per questo guardiamo con grande attenzione a progetti che nascono già con una forte presenza digitale e con una community attiva. Un caso interessante in questo senso è Wonderpals, di cui sentirete parlare nei prossimi mesi, che dimostra come oggi una property nata nel mondo degli NFT possa costruire il proprio pubblico partendo dal digitale per poi svilupparsi anche su altri fronti.

LI: DeAPlaneta arricchisce il proprio portfolio con Goldrake. Come è nata la partnership con Mangouste Anim?

GF: L’ingresso di Goldrake, conosciuto a livello globale come Grendizer, arricchisce ulteriormente il nostro portfolio, aggiungendo una property di grande valore e prestigio al roster di brand.

È un progetto che abbiamo condiviso da tempo con Mangouste Anim, con l’obiettivo di rilanciare il brand su scala globale, valorizzando da un lato il suo straordinario heritage e dall’altro il potenziale di sviluppo per le nuove generazioni. In base all’accordo, DeAPlaneta si occupa della gestione dei diritti di licensing in diversi territori internazionali, lavorando allo sviluppo delle categorie di consumer products e delle collaborazioni con partner locali. Allo stesso tempo, ci occupiamo della gestione del broadcast in numerosi territori internazionali del reboot Grendizer U, che rappresenta un’opportunità importante per riportare un personaggio così iconico all’attenzione di un nuovo pubblico.

Per noi è certamente un passo significativo nel rafforzamento della presenza nel mondo anime e kidult, un segmento sempre più dinamico e rilevante a livello globale.

LI: La property dal carattere nostalgico si posiziona perfettamente nello spazio tra Generation X e Early Millennials che oggi sono i maggiori money spenders . La strategia di roll-out del licensing terrà conto di questo fattore per andare ad aggredire licenziatari high end e associare il brand a prodotti che hanno un maggiore valore per il mercato in termini di costo?

GF: Grendizer è una property con un fortissimo valore nostalgico, che parla soprattutto a quel pubblico cresciuto con la serie tra Generation X e Millennials. Oggi si tratta di una fascia di consumatori con una grande capacità di spesa e con un legame emotivo molto forte con il brand.

Chiaramente, anche la strategia di licensing tiene conto di questo posizionamento. L’obiettivo è lavorare con partner selezionati e sviluppare prodotti con un posizionamento coerente, mediamente più alto in termini di qualità e valore, privilegiando collaborazioni capaci di valorizzare il carattere iconico della property.

Per un brand come Goldrake è importante intercettare soprattutto il pubblico adulto che lo ha amato negli anni, puntando su categorie più vicine al mondo collector, lifestyle e premium, anche se vista l’awareness incredibile del brand lavoreremo anche a qualche azione mirata con un’ottica più mass market.

LI: Quali sono le categorie mercelogiche che ritenete fondamentali in fase iniziale?

GF: Il piano di licensing di Goldrake è partito con grande interesse da parte del mercato e abbiamo già chiuso numerosi accordi con diversi partner.

Nella fase iniziale ci stiamo concentrando su alcune categorie particolarmente naturali per la property. In primo luogo il collectible, con figure e prodotti da collezione pensati per la fanbase storica. Accanto a questo vediamo un grande potenziale nel lifestyle, con apparel e accessori, anche con un posizionamento più alto in termini di qualità e design.

Stiamo inoltre lavorando ad operazioni loyalty, che permettono di dare grande visibilità al brand, e su collaborazioni nel mondo degli accessori di fascia più alta, proprio per valorizzare il carattere iconico della property.

Tra le prime iniziative, l’uovo di Pasqua dedicato a Goldrake realizzato da Bauli, a scaffale da pochi giorni e già andato a ruba…

LI: Goldrake si aggiunge al vostro portfolio già ricco di IP che guardano al popolare target dei Kidult. C’è l’intenzione da parte di DeAPlaneta di posizionarsi in questo spazio che da tempo si è aperto sul mercato? Oppure si tratta più di un processo naturale che l’azienda sta vivendo?

GF: L’ingresso di Grendizer nel portfolio di DeAPlaneta Entertainment si inserisce in una tendenza che negli ultimi anni è diventata sempre più evidente nel mercato: la crescita del pubblico kidult e della domanda di contenuti e prodotti legati a brand iconici.

Più che una scelta costruita a tavolino, è un’evoluzione piuttosto naturale del nostro lavoro sulle IP. Molti dei brand con cui lavoriamo hanno una forte storia e continuano a parlare non solo ai bambini ma anche a quel pubblico adulto che è cresciuto con questi personaggi e che oggi rappresenta una parte molto attiva del mercato.

Allo stesso tempo è chiaro che il segmento kidult offre opportunità molto interessanti, soprattutto in categorie come collectibles, lifestyle e collaborazioni premium. L’arrivo di Goldrake va proprio in questa direzione: valorizzare una property iconica che ha segnato l’immaginario di intere generazioni e che oggi può trovare nuove forme di espressione attraverso il licensing e i consumer products. 

LI: Prevedete di implementare la strategia con iniziative esperienziali, eventi e LBEs? (Possiamo saltare questa domanda se non la volete, ma mi interessa capire il discorso della Community esistente e come intendete alimentarla)

GF: Sì, questo è sicuramente un aspetto che stiamo valutando con grande attenzione. Goldrake ha una community molto solida e appassionata, costruita nel tempo, e per una property di questo tipo è importante creare occasioni di incontro e di esperienza che vadano oltre il prodotto.

Per questo stiamo esplorando insieme al right owner anche iniziative esperienziali, eventi e possibili progetti LBE, che possano valorizzare il forte legame emotivo che il pubblico ha con il brand. Non si tratta solo di celebrare la nostalgia, ma anche di dare alla community nuovi modi per vivere il personaggio e ritrovarsi attorno a un immaginario condiviso.

LI: Quanto conta la presenza del prodotto su network Televisivi e piattaforme digitali nel contesto di consumo attuale e quanto invece l’heritage di una IP che porta con se un Patrimonio storico cosi forte vive in maniera autonoma rispetto ad altre attività?

GF: La presenza su network televisivi e piattaforme digitali continua ad avere un ruolo fondamentale, perché i contenuti restano il principale punto di accesso attraverso cui il pubblico scopre e si relaziona con una proprietà intellettuale. In un ecosistema mediatico sempre più frammentato, la distribuzione su più piattaforme permette ai brand di mantenere visibilità, continuità narrativa e capacità di raggiungere nuove audience.

Allo stesso tempo, quando una IP possiede un heritage particolarmente forte, entra in gioco una dinamica diversa. Alcuni brand hanno accumulato nel tempo un vero e proprio capitale culturale ed emotivo, che permette loro di esistere anche oltre la semplice presenza editoriale. In questi casi il valore della property non dipende esclusivamente dal contenuto in onda, ma dalla relazione che il pubblico ha costruito con quell’immaginario nel corso degli anni.

Oggi, più che di alternativa tra contenuto e heritage, penso sia corretto parlare di complementarità. Il contenuto alimenta la rilevanza e permette di dialogare con nuove generazioni di pubblico, mentre l’heritage garantisce profondità, riconoscibilità e continuità nel tempo. È proprio l’equilibrio tra queste due dimensioni che consente a una IP di evolversi e rimanere competitiva nel tempo.