Pamela Saiu sui trend del settore emersi dall’ultima wave della Licensing Talks

29 Gennaio 2026 | Federica Pazzano | Interviste

Licensing Italia ha intervistato Pamela Saiu, Responsabile Ufficio Ricerche Mondadori Media – Hubits, per analizzare gli ultimi trend emersi dall’ultima wave della Licensing Talks, la ricerca quantitativa di riferimento per il mercato del licensing in Italia.

Licensing Italia ha intervistato Pamela Saiu, Responsabile Ufficio Ricerche Mondadori Media – Hubits, per analizzare i trend emersi dall’ultima wave Licensing Talks, la ricerca quantitativa di riferimento per il mercato del licensing in Italia. Dall’analisi dei principali character e brand alle differenze tra target di età, fino al ruolo dei benchmark nel ridurre il rischio decisionale, l’intervista offre una lettura approfondita di come dati e insight supportino concretamente licenzianti e licenziatari nelle scelte strategiche.

LI: Pamela, puoi spiegare in breve che cos’è Licensing Talks e quali sono gli indicatori chiave che la ricerca analizza?

PS: Licensing Talks è una ricerca quantitativa continuativa presente sul mercato del Licensing da oltre 15 anni. Con due wave all’anno (dicembre e giugno) monitoriamo i principali characters, brand, serie tv, influencer, mascotte, artisti e games. La ricerca, che coinvolge oltre 2400 rispondenti dai 3 ai 49 anni per ogni wave, risponde a diverse esigenze del mercato. In maniera spontanea chiediamo, a seconda dell’età del rispondente, quali sono i characters preferiti, le piattaforme, le serie tv e qual è il loro desiderio per un regalo di Natale o di compleanno. Poi, in maniera strutturata, passiamo invece alle richieste dei sottoscrittori. Per ogni wave individuiamo circa 40/50 characters da monitorare in termini di notorietà, intenzione d’acquisto, familiarità (se hanno già comprato qualcosa con quel characters) e adattabilità a 18 categorie merceologiche.

LI: Quali differenze significative vengono evidenziate dai risultati tra i diversi target di età?

PS: Sicuramente gli utenti più piccoli rispondono con grande entusiasmo soprattutto sui cartoni animati più amati, e risultano i più entusiasti alle possibilità di vedere i loro beniamini su più prodotti (dalle uova di Pasqua alle cartelle per la scuola, dai capi di abbigliamento alle raccolte punti dei supermercati). A mano a mano che l’età si alza l’entusiasmo si sposta sui manga e sul gaming per il pubblico più maschile, sulle serie tv e gli influencer sul pubblico femminile. Infine, sul pubblico più adulto spesso troviamo dei revival interessanti con veri e propri inni all’amarcord, sprazzi di entusiasmo sui cartoni animati dell’infanzia o serie tv di cult.

LI: L’intenzione di acquisto è stata misurata su 18 categorie merceologiche: quali categorie risultano oggi più reattive rispetto al licensing?

PS: Da qualche anno tutto il food, soprattutto il dolciario (uova di Pasqua in primis) riscuote grande successo, seguita dalla cartoleria in genere, in particolare tutto quello che riguarda il materiale scuola e l’abbigliamento. Soprattutto il target più giovane apprezza tantissimo tutto ciò che è vestiario ma anche tutto ciò che può “vestire” la cameretta, quindi tutto l’home, in particolare la biancheria da letto è molto importante

LI: Emergono brand o character che performano bene trasversalmente su più categorie?

PS: Sì, ci sono dei fenomeni trasversali che ogni tanto si impongono sul mercato, a volte sono meteore ma altre volte sono fenomeni continuativi.

LI: Si possono notare differenze rilevanti tra brand già presenti sul mercato licensing e brand ancora poco sfruttati in ottica di licenza?

PS: Sicuramente per capire bene le dinamiche un brand/character andrebbe monitorato su più wave in maniera continuativa. I bambini solitamente desiderano quello che vedono, non tutti riescono a fare uno sforzo di fantasia per immaginarsi prodotti a tutt’oggi non esistenti. Ma a mano a mano che la notorietà aumenta, di pari passo la ricerca può aiutare ad individuare spazi e categorie merceologiche dove sviluppare prodotti nuovi perché a quel punto si scatena il desiderio degli amanti del brand/character.

LI: In che modo Licensing Talks può supportare concretamente un licenziatario nella scelta di una property su cui investire?

PS: La ricerca oltre ad andare in profondità sui diversi target di età e genere permette un confronto con diversi benchmark. Tutte le properties sono testate assieme, senza alcuna divisione pre tra manga, serie tv, ecc. Di conseguenza otteniamo una classifica globale interessante, oltre a quella per categoria. Mi spiego meglio: prendiamo i manga: se confrontiamo un personaggio manga con i cartoni animati, le serie tv e gli influencer del momento riusciamo a capire quanto la “nicchia” degli amanti del genere è più o meno allargata, successivamente si cala invece solo nel suo habitat dei manga, e a quel punto si capisce quanto un manga tra i suoi affezionati può performare rispetto ad un altro. Questo confronto, prima allargato e poi ristretto, permette di essere più precisi sulle aspettative di performance di property magari di nicchia.

LI: E dal punto di vista dei licenzianti, quali insight offre la ricerca per valutare il posizionamento e il potenziale del proprio brand?

PS: Sicuramente a colpo d’occhio ci si porta a casa quattro informazioni essenziali: quanto è noto in generale una property, qual è l’intenzione di acquisto sui prodotti in licenza, se i rispondenti hanno già le case sature di prodotto (familiarità) e su quali categorie merceologiche puntare. Tutti dati, a mio avviso, non facilmente recuperabili se non con il confronto con migliaia di interviste.

LI: Ci sono segnali che indicano una maggiore apertura del mercato verso nuove tipologie di IP, come influencer o brand nativi digitali?

PS: Al momento vedo un momento di stallo su questi fenomeni, la concorrenza è feroce, soprattutto sui target teen e adulti, mentre li vedo in forte crescita sul target dei più piccoli. Gli influencer che riescono a trovare un dialogo con i più piccoli hanno performance molto interessanti e soprattutto tendono ad avere un rapporto di lungo corso, non sono meteore.  Su questo fronte, proprio in questa ultima wave,  stanno emergendo fenomeni interessanti.

LI: In che modo Licensing Talks aiuta a ridurre il rischio nelle decisioni di licensing, sia per chi produce sia per chi concede licenze?

PS: Ogni sottoscrittore della ricerca ha la possibilità di mettere dei benchmark di riferimento, questo è un passaggio fondamentale perché, se hai un riferimento di venduto recente che coinvolge uno dei benchmark non dico che la proporzione è quasi matematica, ma poco ci manca. Qualche anno fa allo scoppio degli influencer sul mondo dolciario avere un benchmark di riferimento fortemente performante ha dato la possibilità a molti attori del mercato di capire le potenzialità di influencer minori. I risultati furono molto precisi e il mercato rispose esattamente come la ricerca predisse.

LI: Quali trend emergenti sarà importante monitorare nelle prossime wave della ricerca?

PS: Tutto quello che passa da YouTube va monitorato con grande attenzione perché è l’unico social dove anche i più piccoli sono lasciati davanti con tranquillità. Al momento vale più della tv e delle piattaforme.