L’animazione guida il mercato, e sul tavolo c’è la questione dei diritti
A Roma è in pieno corso la dodicesima edizione del Mercato Internazionale Audiovisivo con 630 progetti candidati (provenienti da 83 paesi differenti), oltre il 25% in più rispetto alla precedente edizione che aveva registrato circa 500 progetti. Per cinque giorni, tra Piazza Barberini e Via Veneto, produttori, distributori, buyer e creativi lavorano su co-produzioni e finanziamenti internazionali. Il mercato romano registra una crescita significativa non soltanto in termini di presenze fisiche, ma soprattutto per la qualità delle candidature di progetti, consolidando la propria vocazione di piattaforma B2B di riferimento per l’industria audiovisiva.
A rendere particolarmente vivace questa edizione è la presenza di importanti figure chiave e decision maker dell’industria audiovisiva mondiale. Dai registi di fama internazionale come Edward Berger (Oscar per Niente di nuovo sul fronte occidentale) e Asif Kapadia (Oscar per Amy), a produttori del calibro di Jane Tranter (His Dark Materials, Succession) e Trevor Roth (Star Trek), fino a vertici aziendali come Anna Marsh (StudioCanal) e Andrew Plotkin (Sony Pictures), il MIA si rivela un punto d’incontro privilegiato per dialogare sul futuro dei contenuti. Al centro dei dibattiti trovano spazio i grandi temi del mercato contemporaneo: la definizione delle nuove politiche audiovisive europee, le strategie per intercettare un pubblico sempre più frammentato e la ricerca di modelli di sostenibilità economica capaci di reggere l’urto delle trasformazioni digitali.
Il nostro riflettore è come sempre ben fisso sul licensing, dove ci si interroga su due temi rilevanti: il peso crescente dell’animazione e le regole sui diritti nell’era dell’intelligenza artificiale.
L’animazione e il nuovo Gap Financing Market
L’animazione è da anni motore di crescita e internazionalizzazione del mercato delle licenze. Per sostenerlo, il MIA lancia l’Animation Series Gap Financing Market, rivolto a serie animate già in fase avanzata di sviluppo che devono ancora chiudere il piano finanziario. L’obiettivo è accorciare il passaggio dallo sviluppo alla produzione vera e propria.
È un passaggio che interessa direttamente il licensing: una serie finanziata e prodotta è il punto di partenza di una proprietà intellettuale che vuole generare accordi di licenza nei diversi settori merceologici.
L’AI nella produzione: dove aiuta, dove pone problemi
L’intelligenza artificiale è il tema trasversale di questi mesi, presente su tutti i tavoli di discussione. Il dibattito non poteva mancare al MIA, visto quanto l’AI stia già cambiando il modo di produrre contenuti audiovisivi, a cominciare dall’animazione.
La trasformazione è già evidente nelle fasi di pre-produzione: l’utilizzo di sistemi digitali “intelligenti” permette di ottimizzare i tempi e ridurre drasticamente i costi nelle fasi iniziali delle produzioni. Basti pensare agli strumenti dedicati allo storyboarding, o alla generazione automatica di palette cromatiche. Anche le fasi successive possono contare sul supporto AI (per esempio, i sistemi automatici di riempimento e pulizia del tratto) sollevando i team creativi dai compiti più ripetitivi.
I nodi aperti, però, riguardano proprio i diritti: la tutela della proprietà intellettuale sui dataset di addestramento e la gestione dei diritti d’autore sul mercato globale. Una cosa certa è che la tecnologia deve amplificare il talento umano senza sostituire la visione artistica degli autori.
Il MIA 2026 pensa al presente, ma si proietta già verso il futuro lanciando un segnale chiaro: l’industria audiovisiva è viva, fortemente orientata alle collaborazioni internazionali e pronta a cogliere le sfide della trasformazione tecnologica.
E Roma? Roma è sempre unica, e lo è anche per creatività e business globale.
