Paola Corsini: HAB, l’agenzia dedicata ai diritti audiovisivi dei libri

20 Giugno 2025 | Federica Pazzano | Interviste

Licensing Italia ha intervistato Paola Corsini, fondatrice di HAB, la prima agenzia italiana dedicata esclusivamente ai diritti audiovisivi dei libri.

Dalla lunga esperienza di Paola Corsini nella vendita dei diritti audiovisivi di prodotti editoriali e dalla passione per i rapporti fra libri e schermi nasce HAB, l’hub con la “A”. HAB è “How to Adapt a Book” perché chi l’ha creato è da sempre affascinata dalla magia che passa nella trasposizione da libro a schermo e ama condividerne i meccanismi in workshop, lezioni e panel presso atenei, università, festival e fiere.  È anche “Book Adaptation Hub”, a cui editori e autori possono affidare le proprie narrazioni perché siano proposte in modo mirato, efficace e professionale al mondo delle produzioni audiovisive. Un punto di riferimento per scout e case di produzione in cerca di storie da adattare in animazione, live-action per ragazzi e per adulti.

LI: Da dove nasce l’esigenza in Italia di un’agenzia dedicata ai diritti audiovisivi dal publishing?

Paola Corsini: Dopo tanti anni di esperienza nel mondo dei diritti audiovisivi dei libri come freelance ho ritenuto di dare una struttura a questo mestiere che trovo affascinante e appassionante. La mia figura è piuttosto unica nel panorama del publishing in Italia, i diritti audiovisivi dei prodotti editoriali generalmente sono gestiti nelle grandi case editrici da rights manager specifici che lavorano internamente, nelle agenzie letterarie dagli agenti letterari, appunto, e a volte dagli autori stessi che si riservano questi diritti. Ma c’è un mondo di storie che non vengono “esplorate” per un potenziale audiovisivo nelle medie e piccole case editrici.  Agenzie o progetti come HAB ci sono in Francia, in Spagna, all’Italia mancava un punto di riferimento in un settore così specifico e HAB vuole essere proprio questo: un interlocutore affidabile nel mondo del book-to-screen che offre una consulenza specializzata a tutti coloro – editori, talvolta autori – che hanno lo storytelling di qualità come core business.

LI: L’agenzia si occuperà di approcciare solo produttori o anche direttamente broadcaster e piattaforme?

Paola Corsini: HAB ha una politica di totale apertura: le storie viaggiano per trovare il loro “punto di atterraggio” più consono e appropriato, dunque nessun limite quando c’è chi è alla ricerca di storie e chi, come HAB, queste storie seleziona presso editori e talvolta autori e sono dunque pronte per essere presentate ai player del mercato audiovisivo e spiccare il volo dalle pagine agli schermi. Che si tratti di produttori cinetelevisivi, di piattaforme o broadcaster, l’agenzia si relaziona e relazionerà con tutti gli stakeholder e interlocutori che, a vario titolo, lavorano con i contenuti. Per dirla con un claim di una pubblicità di qualche anno fa di un famoso streamer: “Nulla ci unisce come una storia.” 

LI: Pensa che il panorama audiovisivo italiano oggi sia sufficientemente sfaccettato per customizzare le proposte per i differenti player? (Intendo che ad operatori differenti vengono presentate proposte differenti o tutto il catalogo?)

Paola Corsini: Ogniqualvolta mi capita di tenere un workshop o una lezione in diversi atenei e scuole di scrittura e cinema, dico sempre alla platea che mi ascolta: “Studiate”. Conoscere un determinato produttore, una piattaforma, un broadcaster significa aver analizzato la sua linea editoriale, sapere cosa ha prodotto, quali generi, quali formati e molto altro. Reputo indispensabile formulare proposte mirate a seconda del player con cui ci si rapporta. Il mercato audiovisivo del nostro Paese è vario, diversificato, ciascun player ha il suo DNA, poi, senz’altro, ci sono le mode che cambiano e le richieste dei committenti (co-produttori, case madri, broadcaster, piattaforme) che mutano nel tempo, ma un dialogo e un ascolto aperto e costante aiutano a non far perdere tempo e fiducia all’interlocutore e, quindi, a strutturare le proposte di contenuti affinché siano il più in linea possibile e calzanti con le sue esigenze e la sua identità, costruendo, così, un rapporto di fiducia, rispetto e professionalità.

LI: Pensa che il panorama del publishing italiano sia in grado oggi di proporre dei titoli che abbiano potenzialità nell’audiovisivo a livello globale?

Paola Corsini: L’editoria italiana ha una tradizione di belle storie, ben scritte e molto diverse fra loro per generi e target e oggi questa tradizione è ancora in ottima salute e si è evoluta venendo incontro a gusti, tendenze e filoni che i lettori dimostrano di amare. L’occhio attento ed esperto del produttore sa riconoscere una storia che ha, anche in nuce, gli elementi di respiro per essere raccontata globalmente. E questo vale sia per gli adulti che per i ragazzi, in live action, tanto quanto in animazione. Gli esempi sarebbero tanti, pensiamo soltanto a progetti come DOC – Nelle tue mani, Rocco Schiavone, Diavoli e, per i bambini, a Geronimo Stilton, Atchoo, Topo Tip, Mortina. Se in passato la fiction era prodotta con l’obiettivo di fare buoni ascolti in prima serata sulle reti Rai o Mediaset, ora lo sguardo si è allargato: storie che uniscono il gusto italiano al racconto dal respiro internazionale (e, naturalmente, una distribuzione capace di vendere i diritti della propria produzione anche oltre i nostri confini).

LI: Quanto ha contato in tal senso l’esperienza di successo sui mercati internazionali de L’Amica Geniale (Ed. E/O e Coproduzione Wildside – Fandango che ha visto coinvolte Rai per l’Italia e HBO per gli USA)? 

Paola Corsini: È salutare per il mercato che nascano fenomeni come questo, che un prodotto editoriale italiano viva uno sviluppo internazionale di quella portata. È senz’altro uno dei casi più eclatanti di adattamento libri-schermo ed è importante ricordare che prima della serie il libro e l’autrice avevano già ottenuto notevoli successi di critica, candidature a premi, traduzioni all’estero e vendite, a cui naturalmente l’adattamento audiovisivo ha fatto da moltiplicatore. Come dicevo prima, le buone storie per lo schermo nel nostro Paese ci sono eccome, basti guardare a quanto è stato venduto e amato all’estero il Commissario Montalbano (dall’est Europa agli Stati Uniti fino al Sudamerica) o più recentemente Imma Tataranni per restare su produzioni RAI.

LI: Quanto peso avrà nelle vostre attività la live action per ragazzi?

Paola Corsini: Fra i clienti dell’agenzia, orgogliosamente figurano due case editrici per bambini e ragazzi, Editrice Il Castoro, primo editore indipendente per bambini e ragazzi in Italia e Pelledoca Editore che, in nomen omen, pubblica storie che hanno a che fare con la paura. La letteratura per ragazzi è un mondo pieno di fascino, talenti e passione che, personalmente, amo moltissimo. Dunque le storie per ragazzi, che poi, spesso, sono storie per famiglie e, in termini audiovisivi sono prodotti da co-viewing, sono una parte importante del nostro catalogo e si prestano a diversi adattamenti. Prendiamo ad esempio il graphic novel: può prendere la direzione dell’animazione, lungometraggio o seriale, così come quella della live action a seconda di come il produttore la “sente” e la vive. Io sono dell’avviso che debba essere il produttore a decidere se una narrazione è più adatta a un trattamento – il live action o l’animazione – piuttosto che ad un altro. HAB può suggerire a cosa quella storia si presterebbe, ma a ciascuno il suo mestiere, l’ultima parola e l’ultimo “sguardo” deve essere quello di chi adatterà quella narrazione a schermo.

LI: A livello di storie da adattare in animazione, pensa che lo storytelling possa essere una chiave fondamentale per lo sviluppo del licensing?

Paola Corsini: Il licensing è un mestiere – e un mercato – che conosco molto bene e occupa una porzione importante del mio percorso professionale. Lo storytelling è parte integrante di strategie di branding ed è un fattore strategico per la creazione di valore e di un vantaggio competitivo all’interno di un mercato, oltre a consentire l’attivazione di meccanismi di engagement sul consumatore. Dunque, sì, credo che la narrazione sia importantissima per lo sviluppo di un programma di licensing e un franchise efficace.

LI: Pensa che i publisher siano pronti a riflettere su eventuali adattamenti audiovisivi in una fase preliminare dei progetti che analizzano?

Paola Corsini: Ci sono storie che arrivano già “pronte” per l’audiovisivo: perché hanno una scrittura particolarmente audiovisiva, perché talvolta gli autori sono anche sceneggiatori e per altre variabili imponderabili. Personalmente credo che gli editori debbano fare gli editori, applicare quello straordinario talento necessario a scovare storie che lasciano un segno, che stimolano la riflessione, che, intrattengano lasciando un messaggio, anche piccolo piccolo, che ci aiutano a crescere, anche da adulti, ci nutrono, ci fanno compagnia. Penso che senz’altro intravedano in una storia che valutano elementi che la rendono adattabile allo schermo e che possano scegliere di arricchire ulteriormente questi elementi, ma per il bene del libro, non nell’ottica audiovisiva, non sarebbe giusto né coerente. È il produttore a sapere come quella storia può “vivere” sullo schermo e, magari, scegliere di inserire altri elementi che ritiene indispensabili all’adattamento e tralasciarne altri già presenti. Perché è proprio di questo che parliamo: “adattare” ed è qui che risiede il mestiere di chi sa cosa funziona e cosa non quando un contenuto si trasferisce su schermo. 

LI: Pensa che sia necessaria oggi una formazione dedicata esclusivamente all’adattamento per sceneggiatori e showrunner?

Paola Corsini: Mi viene in mente una slide di Ampere Analysis si qualche anno fa sulle fonti dei prodotti audiovisivi: il 60% era rappresentato dai libri (2/3 delle IP adattate per nuovi show), il 25% da manga (un quarto dei nuovi adattamenti). Se guardiamo ai film presentati ai vari festival la presenza di progetti tratti da libri è importante. Dunque certamente gli sceneggiatori avrebbero un notevole vantaggio e una formazione più completa se conoscessero i fondamentali e i meccanismi del delicato processo di adattamento in un mercato che sempre più attinge a quello del libro.

 

Fra i clienti di HAB, Editrice Il Castoro e Pelledoca Editore, scrittori di fama come Luigi Ballerini (per un progetto book-to-musical) e autori e autrici emergenti come Simona Pistola (prima opera non ancora editata e già opzionata per adattamento a serie TV).