LI: Con Barbie: Dreamscape entrate per la prima volta in modo strutturato nel segmento young adult, dopo aver creato contenuti in grado di sostenere la notorietà del brand su molteplici generazioni di bambini e poi aver targettizzato in maniera importante i kidults con un’operazione cinematografica nostalgica. Cosa vi ha spinto ad aprire il brand al target YA?
CL: L’apertura al target young adult è un’evoluzione naturale del percorso di Barbie come brand culturale.Negli ultimi anni abbiamo rafforzato il legame sia con i bambini sia con gli adulti, e il successo del film ha dimostrato quanto Barbie sia rilevante anche per un pubblico più maturo. Gli young adult si inseriscono perfettamente in questo continuum: cercano esperienze più immersive e contenuti con cui identificarsi. Con Barbie: Dreamscape abbiamo voluto offrire proprio questo, creando un’esperienza che va oltre l’intrattenimento e tocca temi come identità e self-expression. Più che aprirci a un nuovo target, stiamo ampliando il modo in cui Barbie può essere vissuta nelle diverse fasi della vita.
LI: La scelta di un’autrice come Alex Aster, che oltre ad essere New York Times Best Seller ha una forte notorietà digitale e una community globale, è significativa. Quanto conta oggi l’autore nella strategia di espansione di un brand come Barbie?
CL: Oggi l’autore è sempre più centrale, perché non è solo un creatore di contenuti ma un vero e proprio punto di connessione con le community.
La scelta di Alex Aster va proprio in questa direzione: oltre al talento narrativo, porta con sé una voce riconoscibile e una relazione autentica con un’audience globale, in particolare young adult.
Per un brand come Barbie, collaborare con autori così significa arricchire il racconto con nuovi linguaggi e prospettive, rendendolo più rilevante e vicino alle modalità di fruizione contemporanee.
In questo senso, l’autore diventa un partner strategico nell’espansione del brand, capace di amplificarne i valori e di attivare conversazioni culturali.
LI: Il romanzo young adult dedicato a Teela amplia il mondo narrativo del film. Anche in questo caso con una protagonista femminile, una principessa guerriera. Ne possiamo dedurre che l’universo femminile stia acquisendo un ruolo predominante nel mondo di Mattel?
CL: Più che di predominanza, parlerei di evoluzione e ampliamento della rappresentazione.Da sempre i nostri brand, a partire da Barbie, mettono al centro personaggi femminili forti e aspirazionali. Con progetti come il romanzo su Teela continuiamo su questa linea, raccontando figure complesse, contemporanee, che uniscono forza, identità e possibilità di scelta.Allo stesso tempo, il nostro obiettivo è costruire universi narrativi sempre più ricchi e inclusivi, capaci di parlare a pubblici diversi attraverso una pluralità di storie e punti di vista.
Quindi sì, il femminile resta un pilastro importante, ma all’interno di una visione più ampia che punta a rappresentare in modo autentico e rilevante la società di oggi.
LI: Anche in questo caso la novel è scritta da un’autrice di successo, Mackenzi Lee. Le attività di Mattel Press sembrano andare in una direzione ben precisa, tra giovani autori e rivisitazioni di property in chiave novelization. Rispetto a Barbie, in questo caso l’uscita della novel è concomitante rispetto al film. Vuoi condividere qualche informazione in più rispetto a questa strategia?
CL: La strategia di Mattel nasce dalla volontà di espandere i nostri universi narrativi in modo organico e rilevante per le audience di oggi. Collaborare con autrici come Mackenzi Lee ci permette di reinterpretare le nostre property attraverso linguaggi contemporanei, mantenendo coerenza con i valori del brand ma arricchendo le storie di nuove sfumature.
L’uscita concomitante tra novel e film è parte di un approccio più integrato: non si tratta più di adattamenti successivi, ma di costruire esperienze narrative che si sviluppano in parallelo su più piattaforme, offrendo ai fan diversi punti di accesso allo stesso mondo.In questo modo rafforziamo il coinvolgimento e l’interazione e rendiamo le nostre storie più profonde, accessibili e continuative nel tempo.
