Licensing Italia ha incontrato Massimiliano Ferrari, Co-fondatore del brand MC2 Saint Barth. L’azienda italiana, fondata alla fine degli anni ’90, ha reso l’holidaywear un elemento distintivo, infondendogli un forte carattere italiano.
Di Federica Pazzano
Qual è la filosofia del brand MC2 Saint Barth?
Immaginate la vacanza, il weekend, il mare, l’aperitivo, l’après ski. MC2 Saint Barth è l’holidaywear che si indossa nei momenti in cui ci si dedica a se stessi, agli amici, alla famiglia. Quei momenti spensierati, caratterizzati dai colori e da un’ironia tutta anni ‘80. L’azienda ha iniziato con il beachwear quando non era ancora considerato un prodotto alla moda, ma solo funzionale. Circa quindici anni fa, questa percezione è cambiata, e i nostri capi sono diventati accessori che esprimono l’identità del cliente. Oggi, Saint Barth rappresenta il sorriso e la sensazione di essere sempre in vacanza.
Come il licensing e le collaborazioni entrano nelle vostre collezioni?
La filosofia del brand si riflette sulle licenze e su come sviluppiamo le nostre collaborazioni. MC2 Saint Barth vuole ricreare, infatti anche attraverso le proprie collaborazioni, quel mood degli anni 80 come un’epoca di divertimento per l’Italia. Sono gli anni della “Milano da bere”, dunque l’Ironia è uno dei temi che cerchiamo di ricreare nelle nostre collezioni. Le licenze con alcuni marchi iconici permettono quindi di coinvolgere il cliente in un mood di spensieratezza, leggerezza e divertimento.

Il brand MC2 Saint Barth vanta numerose collaborazioni, molte delle quali contribuiscono anche ad esportare l’Italianità nel mondo, quali sono quelle di maggiore successo in Italia e all’estero? Quali sono i criteri con cui selezionate i brand con i quali collaborare?
Si, le collaborazioni sono state e sono molteplici, tra queste Vespa, oggetto emblematico del design made in Italy, con una forte iconicità, che grazie a MC2 Saint Barth è entrata nel mondo del beachwear. La Vespa per MC2 Saint Barth è evasione, weekend, mare, flirt, tempo libero, perfettamente on-brand. Un’altra collaborazione molto importante è quella con Fiat che rispecchia il mood della nostra azienda. Superga rimane un simbolo intramontabile degli anni ’80, un’icona che ha segnato diverse generazioni. Spostandoci nel settore del food & beverage, marchi come Estathè, Big Babol e il mondo degli aperitivi, con protagonisti come Bellavista, Gin Mare, Portofino Dry Gin, Sambuca Molinari e Aperol, evocano un forte senso di tradizione e riconoscibilità. Questi prodotti rappresentano perfettamente quei momenti in cui la mente si proietta verso un’atmosfera di
vacanza e relax.
Le collaborazioni con le squadre di calcio sono particolarmente interessanti, perché valorizzano l’immagine dei club. Ci racconti qualcosa di come sono nate queste partnership.
Rispetto al mercato americano, dove il prodotto con il brand della squadra sportiva era un vanto che veniva sfoggiato anche in ambienti lavorativi, in Italia questa cosa non accadeva. Però negli ultimi anni il mercato è cambiato. Noi abbiamo lanciato la nostra linea di costumi con quasi tutte le squadre di Serie A. Il cliente oggi è orgoglioso di indossare il marchio della propria squadra del cuore allo stadio e non solo, investendo in un capo di qualità e alla moda, cosa che prima in Italia non accadeva. La gente inizia a vedere i brand di calcio come un marchio. Con lo scudetto del Napoli, per esempio, abbiamo avuto il sold-out solo dopo 20 minuti dalla messa in vendita sul nostro sito e-commerce. È così che ci siamo accorti quanto l’attaccamento ad una squadra di calcio possa condizionare l’acquisto da parte del cliente. Questa tendenza sarà sempre più visibile ed estesa anche ad altri brand del mondo sportivo.
MC2 Saint Barth è anche presente all’estero e contribuisce ad esportare un’idea di Italia che combacia perfettamente con l’immagine che gli stranieri hanno del nostro paese. Quali sono i mercati più importanti all’estero per voi?
Sicuramente l’Europa, con predominanza di Spagna, Francia e Grecia. L’Inghilterra è un mercato in cui stiamo crescendo: stiamo aprendo il secondo negozio a Londra: è un mercato che ci dà tantissime soddisfazioni. Eravamo forti in Russia, ma la situazione ora è molto complicata per ovvi motivi.
Gli Stati Uniti, con le difficoltà di accesso per le aziende italiane, rappresentato un passo impegnativo che bisogna saper fare, e dove noi siamo già molto apprezzati. Dubai e Abu Dhabi hanno un ruolo centrale per noi e ci stiamo espandendo anche in Arabia Saudita: tra i paesi che gravitano in quella zona c’è il Kuwait.
La presenza di molti europei in medio oriente, unita al clima favorevole e ad estati più lunghe, fanno di queste zone aree di sicuro interesse per il nostro brand.
Come approcciate il tema della sostenibilità?
Oggi un’azienda deve essere sostenibile, se non è sostenibile nel giro di poco è fuori dal mercato. Soprattutto tra i giovani c’è una forte cultura della sostenibilità e un’azienda non può non dare priorità a questo tema, sia con progetti di prodotti riciclabili, che riciclati.
Il reuse sembra essere molto in linea con un brand come il vostro.
Si, le nostre collezioni sembrano prestarsi bene al reuse. Ci sono dei nostri capi che sono diventati vintage, stiamo infatti lanciando un progetto di rivendita di capi di archivio. Realizzando dei prodotti di qualità possiamo pensare di regale loro una seconda, una terza vita.
Quali novità state preparando?
Tra le novità di quest’anno c’è la capsule Vacanze di Natale, una collaborazione per la quale devo ringraziare la Famiglia De Laurentiis. Un brand che rispecchia perfettamente il mood anni 80 dell’azienda e la leggerezza di quegli anni, riproposta attraverso diversi capi della capsule. Stiamo lavorando al piano di comunicazione che prevederà anche delle attivazioni a Cortina e a Milano durante questo inverno.
Le collaborazioni cinematografiche potrebbero portare ad ulteriori sviluppi di collezioni sia estive che invernali nei prossimi anni, in quanto si tratta di un tema che ci piace e che potremmo continuare ad esplorare.
Quanto incidono le collaborazioni sul vostro fatturato?
Dipende molto da stagione a stagione, ma abbiamo sempre dato grande spazio alle licenze, fanno sempre parte del DNA della nostra azienda quindi, incidono in maniera sostanziale sia sul fatturato che nelle collezioni.
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Con un’italianità ben definita, un team quasi totalmente femminile, uno sguardo alla sostenibilità e all’espansione sui mercati esteri, MC2 Saint Barth rappresenta oggi un’eccellenza nel panorama del holidaywear, oltre ad essere un’azienda attenta al mondo delle licenze e pronta ad avviare nuove collaborazioni con brand iconici di successo.
