Yayoi Kusama: dall’arte al licensing

10 Settembre 2026 | Alice Corbari | Approfondimenti

Pois, zucche, colori accesi e ambienti infiniti. Yayoi Kusama ha costruito un immaginario riconoscibile in tutto il mondo, capace di uscire dai musei e incontrare moda, lusso, retail e consumer products.

Yayoi Kusama è stata una delle figure più riconoscibili dell’arte contemporanea. L’artista giapponese è scomparsa nel 2026, lasciando un patrimonio creativo costruito in oltre settant’anni di attività e un linguaggio visivo entrato ormai nella cultura popolare.

Nata a Matsumoto, in Giappone, nel 1929, alla fine degli anni Cinquanta Kusama si trasferisce a New York, entrando in contatto con la scena artistica d’avanguardia. È qui che sviluppa ulteriormente alcuni dei temi che accompagneranno tutta la sua carriera.

Pois, reti, zucche, fiori e ripetizioni diventano negli anni alcuni dei segni distintivi del suo lavoro. A questi si aggiungono le celebri Infinity Mirror Rooms, installazioni immersive costruite attraverso specchi, luci e riflessi che sembrano moltiplicare lo spazio all’infinito.

Elementi molto diversi tra loro, ma legati da una caratteristica comune: basta spesso un dettaglio per riconoscere Kusama.

È proprio questa forte identità visiva ad aver favorito l’incontro tra il suo universo e quello dei brand. Nel frattempo, il pubblico delle sue mostre è cresciuto enormemente. La grande esposizione dedicata all’artista dalla National Gallery of Victoria di Melbourne, conclusa nell’aprile 2025, ha superato i 570.000 visitatori, diventando la mostra con il maggior numero di presenze nella storia del museo.

Kusama e Louis Vuitton

Tra le collaborazioni che hanno maggiormente contribuito a portare l’immaginario di Kusama nel mondo della moda c’è quella con Louis Vuitton.

Il primo progetto tra l’artista e la Maison risale al 2012, durante la direzione creativa di Marc Jacobs. I pois di Kusama entrano nelle collezioni Louis Vuitton e vengono declinati su borse, abbigliamento, scarpe e accessori.

A distanza di oltre dieci anni, nel 2023, la collaborazione torna con un progetto ancora più ampio. Questa volta il punto di partenza non sono soltanto i pois: Painted Dots, Metal Dots, zucche, fiori e altri motivi dell’artista.

La collaborazione esce anche dalle collezioni per conquistare gli spazi retail. Le boutique Louis Vuitton di diverse città vengono trasformate attraverso vetrine, installazioni e allestimenti dedicati a Kusama. A Parigi, sulla facciata della boutique degli Champs-Élysées compare una gigantesca figura dell’artista intenta a dipingere i suoi pois sull’edificio.

A Tokyo, Londra, New York e in altre città il lancio viene accompagnato da installazioni e iniziative che trasformano la collaborazione in una campagna globale.

Il progetto arriva anche nel mondo digitale, con alcuni motivi della collezione utilizzati per personalizzare i quadranti del Tambour Horizon Light Up.

Louis Vuitton ha inoltre dedicato alla collaborazione il volume Yayoi Kusama x Louis Vuitton: Creating Infinity, pubblicato da Rizzoli, che ripercorre il dialogo creativo tra l’artista e la Maison.

Da Veuve Clicquot alle collaborazioni con i brand

Louis Vuitton è il caso più conosciuto, ma non è l’unico marchio ad aver lavorato con Kusama.

Tra gli esempi c’è Veuve Clicquot. Nel 2006 Kusama realizza un ritratto di Madame Clicquot. Anni dopo, nel 2020, la collaborazione prende una nuova forma con un’edizione limitata de La Grande Dame 2012.

Per il progetto Kusama reinterpreta il packaging attraverso i suoi pois e realizza anche My Heart That Blooms in the Darkness of the Night, un oggetto floreale pensato per accompagnare la cuvée.

Accanto alle grandi collaborazioni, c’è poi tutto il mondo dei prodotti legati alle opere e alle esposizioni.

Cataloghi, poster, tote bag, T-shirt, accessori e oggetti da collezione hanno contribuito a far entrare l’universo Kusama nella quotidianità. Una dinamica ormai molto presente anche nei musei, dove merchandising e collaborazioni permettono di prolungare l’esperienza della mostra oltre la visita.

Nel caso di Kusama questo passaggio è particolarmente immediato. Una zucca gialla a pois neri o una superficie ricoperta di punti colorati mantengono un legame evidente con l’artista anche quando cambiano formato e supporto.

La presenza internazionale di Kusama continua anche attraverso le grandi istituzioni culturali.

Dall’11 settembre 2026 al 17 gennaio 2027, lo Stedelijk Museum di Amsterdam ospita una grande retrospettiva dedicata all’artista, con opere che attraversano oltre settant’anni di carriera.

Mostre, prodotti e collaborazioni continueranno quindi a mantenere vivo un universo che ha ormai superato i confini dell’arte contemporanea.

Il percorso di Yayoi Kusama mostra soprattutto la forza di un’identità costruita nel tempo e rimasta coerente, pur passando dalle tele alle installazioni, dalle boutique alle borse fino agli oggetti da collezione.

I pois e le zucche non sono diventati semplicemente elementi decorativi, ma una firma riconoscibile in tutto il mondo. Ed è proprio questa riconoscibilità ad aver permesso all’universo di Kusama di dialogare con mondi apparentemente lontani, dall’arte al fashion, dal luxury al retail.