B.Duck è cresciuto da un semplice concept di character altamente riconoscibile a un vero e proprio universo lifestyle. La forza del brand risiede nell’equilibrio tra un’identità visiva essenziale, un appeal emotivo positivo e una straordinaria capacità di adattarsi a prodotti di consumo, touchpoint digitali, esperienze location-based e collaborazioni con altri marchi.
LI: Cosa rende B.Duck diverso e quali elementi gli hanno permesso di diventare oggi un brand di rilevanza globale?
VC: B.Duck è nato non come un progetto commerciale di licensing, ma come una storia personale. Il nostro fondatore, Eddie, ha creato il personaggio nel 2005 per il figlio appena nato. Questa origine così emozionale conferisce a B.Duck un calore e un’autenticità difficili da replicare.
A differenza di molte property character che si affermano inizialmente attraverso l’animazione o l’editoria, B.Duck è cresciuto grazie al design di prodotto e al licensing. Fin dall’inizio, la sua identità visiva è stata progettata per funzionare trasversalmente in numerose categorie merceologiche. Abbiamo inoltre beneficiato fin da subito di una strategia cross-category: B.Duck non era semplicemente un personaggio, ma un vero e proprio lifestyle brand presente nell’abbigliamento, negli accessori, nei prodotti per la casa, nei giocattoli e perfino nel settore food & beverage.
Questo approccio ci ha permesso di costruire notorietà attraverso la presenza fisica dei prodotti, senza dipendere esclusivamente dai contenuti audiovisivi. Oggi, quello stesso DNA orientato al prodotto, unito all’inconfondibile colore giallo del brand e alla sua personalità giocosa, rende B.Duck immediatamente riconoscibile in oltre 30 mercati.
LI: Come si è evoluto il brand negli ultimi anni?
VC: Gli ultimi anni hanno rappresentato un periodo di profonda trasformazione strutturale per B.Duck. Siamo passati dall’essere un marchio focalizzato principalmente sulla Greater China a una realtà di licensing realmente globale. I principali motori di crescita sono stati:
Location-Based Entertainment (LBE): gli eventi realizzati presso Central World Bangkok hanno dimostrato il potenziale delle esperienze immersive. La campagna del 2025 ha registrato un elevato numero di visitatori, importanti ricavi derivanti dalla bigliettazione e una notevole esposizione mediatica. Questo progetto è diventato un modello di riferimento per l’espansione delle nostre attività LBE in altri mercati.
Espansione internazionale del licensing: abbiamo sviluppato partnership in Europa, tra cui Italia e Spagna/Portogallo; nelle Americhe, con Stati Uniti, Brasile e Messico; in India; e nel Sud-est asiatico, in Paesi come Thailandia, Filippine, Vietnam, Indonesia e Malesia.
Collaborazioni strategiche IP x IP: abbiamo ampliato l’universo del brand B.Duck attraverso collaborazioni con altre proprietà intellettuali, tra cui il British Museum, per collezioni ispirate al patrimonio culturale, e Monchhichi, per prodotti che uniscono due personaggi iconici. Queste partnership ci consentono di fondere l’identità giocosa di B.Duck con altri IP molto amati, creando nuove storie di prodotto e raggiungendo pubblici differenti.
Esplorazione del digitale e del Web3: abbiamo iniziato a sperimentare nuove forme di coinvolgimento digitale attraverso iniziative dedicate alla community, tra cui collezionabili gamificati e progetti digitali collegati a importanti eventi sportivi.
LI: Come descriverebbe oggi il posizionamento del brand B.Duck in Asia e nel resto del mondo? Quali sono gli elementi che lo rendono distintivo nel mercato del character licensing?
VC: In Asia, B.Duck è un brand lifestyle mainstream, in particolare nella Greater China e nel Sud-est asiatico, dove gode di un’elevata notorietà presso diverse fasce di consumatori. Il suo posizionamento si colloca all’intersezione tra il mondo “cute” e quello fashion: sufficientemente accessibile per il licensing di massa, ma con un livello di design tale da renderlo adatto anche a collaborazioni premium.
Al di fuori dell’Asia siamo ancora in una fase di sviluppo, impegnati a costruire notorietà, consolidare la distribuzione e dimostrare il potenziale del brand nel retail. Mercati come Europa, Medio Oriente e America Latina stanno mostrando segnali iniziali molto promettenti.
Ciò che rende B.Duck distintivo nel panorama del character licensing può essere riassunto in quattro elementi. Il primo è l’identità cromatica: il nostro caratteristico giallo rappresenta uno dei colori di brand più riconoscibili dell’intero settore del licensing. Il secondo è l’ampiezza delle categorie merceologiche: dalle collaborazioni con la moda di alta gamma ai prodotti di largo consumo, i licenziatari di B.Duck operano in una gamma insolitamente ampia di categorie. Il terzo è l’assenza di dipendenza dall’animazione: a differenza di molte property character, B.Duck non ha avuto bisogno di una serie televisiva per costruire il proprio brand; il nostro ecosistema di prodotti rappresenta esso stesso una forma di contenuto. Il quarto è la capacità di parlare a più generazioni: ci rivolgiamo alla Gen Z e ai Millennials attraverso moda e lifestyle, mantenendo al tempo stesso un forte legame con la Generazione Alpha grazie a un’estetica colorata, giocosa e immediatamente riconoscibile.
LI: Quali sono le categorie di prodotto più adatte a B.Duck e perché? Ci sono settori in cui il brand performa particolarmente bene?
VC: L’identità visiva e la personalità del brand rendono B.Duck estremamente versatile e adatto a un’ampia gamma di categorie merceologiche.
Tra quelle che registrano i risultati migliori figurano innanzitutto abbigliamento e accessori, come t-shirt, felpe, borse, cappelli e calze. Si tratta di una delle categorie più mature del brand e rappresenta spesso il primo punto di contatto tra i consumatori e B.Duck.
Un altro segmento particolarmente rilevante è quello di giocattoli e prodotti da collezione, in particolare peluche, blind box e collectible figures. Il design del personaggio si presta infatti in modo naturale alla realizzazione di prodotti tridimensionali.
Ottime performance arrivano anche dal comparto home & lifestyle, che comprende articoli per la casa, utensili da cucina, tessili e cancelleria. L’estetica allegra e rassicurante di B.Duck si integra perfettamente negli ambienti domestici.
Anche il settore food & beverage rappresenta un’importante opportunità, attraverso caffetterie a tema, snack confezionati e prodotti dedicati al consumo quotidiano. Grazie alla sua personalità amichevole e family-friendly, il brand si adatta con facilità a questo tipo di collaborazioni.
Tra le categorie in più rapida crescita rientra inoltre il Location-Based Entertainment, con pop-up experience, parchi tematici e installazioni immersive, capaci di creare un forte coinvolgimento emotivo e un rapporto diretto con il pubblico.
Infine, stanno registrando risultati sempre più interessanti anche gli accessori digitali ed elettronici, come cover per smartphone, auricolari e dispositivi di ricarica, categorie nelle quali osserviamo una crescente presenza anche di consumatori maschili.
Ciò che accomuna tutte queste categorie è la possibilità di valorizzare l’identità visiva e la personalità ottimista di B.Duck direttamente attraverso il prodotto. Non siamo un brand che si limita ad applicare un logo su un articolo: il personaggio diventa parte integrante del design e dell’esperienza di utilizzo del prodotto stesso.
LI: Quali sono state le attivazioni licensing e le collaborazioni più significative degli ultimi anni?
VC: Negli ultimi anni B.Duck ha realizzato numerose iniziative che hanno contribuito ad accelerare il percorso di internazionalizzazione del brand e a consolidarne il posizionamento.
Tra le più importanti figura B.Duck x CentralWorld Bangkok 2025, una delle più significative attivazioni di Location-Based Entertainment realizzate dal marchio. Il progetto ha trasformato uno dei principali centri commerciali della capitale thailandese in un’esperienza immersiva dedicata a B.Duck, con grandi installazioni scenografiche, attrazioni, aree gioco, spazi dedicati al retail, attività di intrattenimento e un’importante partecipazione di media e creator. Il successo dell’iniziativa ha reso questo format un modello di riferimento per le future attivazioni internazionali.
Un’altra collaborazione di rilievo è quella con il British Museum, dalla quale sono nate collezioni ispirate al patrimonio storico e culturale del museo, reinterpretato attraverso il linguaggio giocoso e contemporaneo di B.Duck.
Particolarmente significativa anche la partnership con Monchhichi, che ha unito due character molto amati in una linea di prodotti pensata per coinvolgere fan appartenenti a generazioni differenti.
Il brand ha inoltre sviluppato collaborazioni con CityFuns, attraverso punti vendita ed entertainment center dedicati alle famiglie presenti in diversi Paesi.
Parallelamente sono stati avviati anche progetti dedicati al digitale e al coinvolgimento della community, con iniziative sperimentali legate ai collezionabili digitali e a nuove forme di partecipazione dei fan in occasione di importanti eventi culturali e sportivi.
A sostenere la crescita internazionale del brand hanno contribuito anche le numerose partnership sviluppate in Europa, nelle Americhe, in India e nel Sud-Est asiatico, che stanno progressivamente rafforzando il posizionamento di B.Duck come character IP con una crescente rilevanza globale.
LI: Guardando allo sviluppo internazionale, quali sono oggi i mercati che offrono il maggiore potenziale per B.Duck e dove vedete le prossime opportunità di crescita?
VC: Attualmente i nostri mercati più forti sono:
Greater China, che comprende Cina continentale, Hong Kong, Macao e Taiwan. Si tratta del nostro mercato domestico e della regione più consolidata, dove registriamo il più alto livello di notorietà del brand e la più ampia distribuzione dei prodotti.
Sud-est asiatico, in particolare Thailandia, Filippine, Vietnam, Indonesia, Malesia e Singapore. È una delle aree in più rapida crescita. La Thailandia, in particolare, si è rivelata un mercato di grande successo grazie alle attivazioni realizzate presso Central World e a solide partnership locali.
Europa, con particolare riferimento a Italia, Spagna e Portogallo. Questi mercati sono ancora in una fase iniziale di sviluppo, ma stanno dimostrando un potenziale molto promettente man mano che consolidiamo la nostra presenza attraverso rappresentanza e distribuzione.
Medio Oriente e India sono invece mercati sui quali stiamo lavorando attivamente per sviluppare nuove opportunità.
Guardando al futuro, vediamo importanti prospettive di crescita in Nord America, America Latina ed Europa orientale.
Il Nord America rappresenta il più grande mercato mondiale del licensing, ma è anche uno dei più competitivi. Per questo motivo stiamo adottando un approccio graduale, puntando inizialmente sull’e-commerce e su strategie che mettono al centro i contenuti.
L’America Latina, in particolare Brasile e Messico, mostra una forte affinità culturale verso le property character, mentre l’Europa orientale rappresenta un’area ancora relativamente poco sviluppata ma con interessanti margini di crescita.
La nostra strategia internazionale è guidata dai partner, non dall’apertura di filiali dirette. Collaboriamo infatti con agenti di licensing locali e master licensee che conoscono a fondo i rispettivi mercati. Questo modello ci consente di crescere a livello internazionale senza sostenere i costi operativi di strutture locali complete.
