In un contesto di crescente incertezza sociale ed economica, i genitori italiani si trovano sempre più sotto pressione, tra carichi familiari sbilanciati, preoccupazioni per il futuro dei figli e difficoltà nel conciliare vita privata e lavoro. La nuova indagine di Eumetra rivela un quadro complesso, in cui le madri pagano spesso il prezzo più alto e il benessere familiare risente della mancanza di supporti adeguati. In questo scenario, si apre uno spazio cruciale per i brand: comprendere, ascoltare e agire diventa la chiave per costruire relazioni autentiche e durature con le famiglie. Con l’edizione 2025 dell’Osservatorio Parents, Eumetra rilancia l’ascolto del mondo familiare – includendo, per la prima volta, anche il punto di vista dei più piccoli – per guidare le aziende nella creazione di strategie di comunicazione e marketing capaci di generare valore sociale e connessione emotiva.
Genitori italiani in prima linea: preoccupazioni e carichi disuguali
Il dato che colpisce di più è che il 79% dei genitori italiani si dice preoccupato per il futuro dei figli, contro il 64% del Regno Unito e il 62% della Germania. Una percentuale che sale all’81% se si guarda alle madri (vs 75% dei padri italiani), segnalando un carico mentale e organizzativo ancora squilibrato.
La preoccupazione verso il futuro dei genitori con figli 0-11 anni
Le principali fonti di ansia? Disagio sociale, violenza e criminalità giovanile preoccupano più delle difficoltà lavorative. Un trend che differisce notevolmente da quanto rilevato negli altri paesi, dove i timori principali riguardano la sanità (UK) o la sicurezza globale (Germania).
Nascita di un figlio = peggioramento economico
La nascita di un figlio, lungi dal coincidere con una fase di benessere, segna spesso un punto di svolta negativo per la stabilità economica. In Italia, il 67% delle famiglie dichiara un peggioramento della propria situazione economica dopo l’arrivo di un figlio, una percentuale allineata a quella degli altri paesi europei. Tuttavia, mentre in Germania e Regno Unito una famiglia su dieci registra un miglioramento, in Italia questa percentuale scende al 5%.
Inoltre, il 24% delle famiglie italiane ha subito un calo delle entrate, e solo il 15% ha visto un incremento (contro il 27% del Regno Unito e il 34% della Germania).
Tra amore e ansia: il difficile equilibrio emotivo dei genitori
Se da un lato amore e senso di responsabilità uniscono i genitori europei, dall’altro le emozioni negative non mancano In particolare, le emozioni più critiche, come stanchezza e ansia, sono percepite con intensità diverse nei vari paesi: la stanchezza è particolarmente sentita in Italia (18%) e Germania (13%), mentre in UK (18%) e Italia (16%) prevale l’ansia. Inoltre, solo il 47% dei genitori italiani si considera un “bravo genitore”, contro il 64% degli inglesi e il 58% dei tedeschi.
Questo deficit di autostima genitoriale – presente soprattutto in Italia – racconta un malessere profondo, alimentato dalla mancanza di sostegni concreti e di una rete capace di riconoscere e valorizzare il ruolo genitoriale.
Genitorialità e lavoro: il prezzo (troppo alto) che pagano le madri
Il nodo cruciale resta il rapporto tra genitorialità e lavoro, soprattutto per le madri. In Italia, le donne sono ancora penalizzate: i tassi di disoccupazione femminile sono tra i più alti d’Europa e il part-time è molto più diffuso tra le madri rispetto ai padri, con un’incidenza crescente all’aumentare dell’età dei figli, soprattutto in Italia e Germania, meno nel Regno Unito.
Il lavoro è percepito come centrale per l’identità personale delle madri italiane: l’87% lo considera fondamentale per realizzarsi e l’89% per sentirsi parte attiva della società. Tuttavia, conciliare lavoro e genitorialità resta difficile, specialmente in Italia (dove il 39% delle madri dichiara di aver bisogno di supporto esterno come i nonni), seguita da UK (34%) e Germania (29%).
In Italia emerge inoltre l’importanza di un maggiore supporto aziendale per facilitare il rientro al lavoro delle madri, mentre in Germania e UK si tratta più di una questione di organizzazione personale. Questo nonostante in tempi recenti il ruolo delle madri lavoratrici sia stato al centro di numerose iniziative legate alla genitorialità e all’empowerment femminile promosse sia nel settore pubblico, sia in quello privato.
Guardare al futuro: la nuova edizione dell’Osservatorio Parents
A partire da questo scenario e con l’obiettivo di fornire strumenti sempre più efficaci per comprenderne bisogni e attese e ingaggiare le famiglie europee, Eumetra rilancia nel 2025 una nuova edizione dell’Osservatorio Parents.
Con la nuova edizione dell’Osservatorio, ascolteremo per la prima volta anche il punto di vista dei più piccoli. Lo faremo attraverso strumenti innovativi, come il gioco, per comprendere meglio le dinamiche che influenzano atteggiamenti, percezioni e comportamenti d’acquisto.
Perché oggi il carrello della spesa lo spingono anche i bambini, soprattutto con il progredire dell’età.
Dal 2018 siamo in ascolto del mondo delle famiglie e supportiamo le aziende nello sviluppo di strategie di marketing e comunicazione efficaci verso questo target. Anche quest’anno, l’Osservatorio Parents coinvolgerà attivamente genitori e bambini per esplorare:
- cosa significa oggi essere genitore, le diverse tipologie di famiglie e come costruire relazioni di valore;
- come prodotti e servizi vengono percepiti e utilizzati nella quotidianità;
- come cambia il rapporto con la marca e quali implicazioni ha per la comunicazione;
- quali touchpoint – fisici e digitali – generano maggiore engagement;
- e soprattutto, come la dimensione ludica può facilitare la relazione tra marca e famiglia. Il gioco non è solo intrattenimento: è un linguaggio, un ponte tra generazioni, una leva strategica per orientare le scelte, costruire legami emotivi duraturi e generare valore per brand e aziende.
